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“Mia mamma pensava fosse squilibrata”: parole come macigni sul ricordo di Marina Ripa di Meana

Ad un paio di settimane di distanza dalla morte di Marina Ripa di Meana, all’anagrafe Maria Elide Punturier, Carlo Ripa di Meana racconta alcuni retroscena della loro vita privata.

Durante l’intervista rilasciata a Cesare Lanza, Carlo racconta di come la sua fama di seduttore di quegli anni si fosse coniugata con lo spirito libero di Marina.

Eravamo agli antipodi. Abbiamo cercato di avvicinarci, provando a mantenerci diversi. Nessuno dei due ha cercato mai di evangelizzare l’altro. E nessuno dei due si è mai sentito subalterno. Un miracolo, appunto. Marina era un uragano, io temevo di essere travolto. Mia mamma, che poi invece le ha voluto molto bene, pensava che fosse squilibrata“.

Per spiegare la famosa gelosia di Marina, l’ex parlamentare europeo racconta di una giornata a Parigi.

Eravamo a Parigi, all’inaugurazione del centro Pompidou. Ero presidente della Biennale, in compagnia del ministro della Cultura e di Jacques Chirac, allora sindaco di Parigi. Al mio fianco Gae Aulenti, a cui all’epoca ero legato. Arrivò Marina, gelosissima, e senza una parola mi inflisse un calcio alla gamba sinistra: mi spaccò la tibia. Sotto gli occhi di tutti.

Una storia, la loro, avvincente e ricca di colpi di scena degni del miglior sceneggiato romanzesco che Carlo ricorda ancora con affetto e un pizzico di rimpianto.

Mario Barba