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Accoglie 18enne in casa e questo violenta sua figlia, la madre non denuncia: il motivo è terribile

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Una donna svedese di 45 anni di Sölvesborg ha omesso di denunciare la violenza sessuale perpetrata da un 18enne afghano verso la figlia di 12 perché innamorata del profugo e perché non voleva che fosse riportato nel suo Paese. “Avevo paura che sarebbe stato portato di nuovo in Afghanistan” ha detto la donna, le cui generalità non sono state riportate.

La donna, che ha 45 anni, avrebbe cominciato ad avere una relazione con il 18enne afgano (di nome Abdul Dostmohammadi, secondo i giornali inglesi) quando lavorava nella sua casa di Sölvesborg: quindi lo ha invitato a vivere con lei, ed assieme alla figlioletta, nella sua abitazione.
La 12enne ha sostenuto che l’uomo le svolgeva attenzioni indesiderate, la abbracciava spesso, e quando la baciava sulla guancia ‘era troppo vicino alla bocca’. A settembre la bambina è stata violentata dal 18enne, che sembra fosse sotto effetto di alcol. Lui ha insistito per ballare con lei e poi l’ha portata in bagno e violentata.
La 12enne ha rifiutato di tornare a casa da scuola a causa del trauma, e quando ha detto tutto alla madre, lei ha deciso di non parlarne con la polizia. Alla fine è stato il padre della piccola, venuto a conoscenza della storia, a denunciare tutto alla polizia.

“La mamma non ha voluto andare dalla polizia perché aveva paura che Abdul Dostmohammadi fosse condannato a lasciare la Svezia” ha dichiarato la 12enne a processo.
Ironicamente, la donna è anche attiva nel movimento #MeToo svedese, che avrebbe lo scopo di ‘denunciare gli attacchi sessuali alle donne’: eppure non ha denunciato quello verso la figlia di soli 12 anni.
Abdul Dostmohammadi è stato condannato a tre mesi con pena sospesa, 100 ore di servizio sociale e 15mila corone di risarcimento per la vittima.

R.M.