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Instagram e la moda dei peli sotto le ascelle: è il femminismo in salsa social?

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I gusti estetici della società sono influenzati dalle tendenze della moda, questo vale sicuramente per il vestiario, ma è valido anche per quanto riguarda i canoni estetici in se stessi. Il recente modello di bellezza per uomo e donna prevede un soggetto curato, atletico e privo di qualsivoglia peluria superflua. E’ indubbio anche che il bombardamento di immagini di questo tipo abbia modificato la nostra percezione del bello ed indotto le nuove generazioni a cercare di imitare simili modelli.

Un modello unico non è psicologicamente valido e sarebbe opportuno ricordare agli adolescenti che questo non è realmente applicabile né specchio reale dello spettro di gusti della società ed in tal senso può essere utile protestare per imporre attraverso i media anche canoni di bellezza realistici, esattamente com’è successo per le modelle curvy e per la condanna dei rigidi canoni imposti dalle passerelle di moda in cui le modelle erano ormai più simili a manichini che non ad esseri umani.

Certamente nel caso del peso, si è trattato di una giusta rivendicazione, poiché erano sempre maggiori le ragazze che nel confrontarsi con i modelli irreali della passerella si ammalavano diventando anoressiche. Lo stesso può dirsi per la peluria? Alcune ragazze pensano di si: sono sempre più numerose le giovani che mettono in mostra su Instagram i peli sotto le ascelle, un’iniziativa di protesta nata per contrastare l’immagine unificata e unificante della donna priva di peli e che adesso si è tramutata in una vera e propria moda con ragazze che si tingono i peli delle ascelle in pendant con il colore dei capelli. Prima dell’invenzione del rasoio in effetti (come fanno notare le sostenitrici della campagna anti rasatura) le donne non si preoccupavano della loro peluria, potrebbe essere dunque che si tratti di un canone estetico imposto, ma siamo sicuri che in questo caso non sia meglio così?

F.S.