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Corte europea choc: “Sì all’uso di Gesù e di Maria per fare le pubblicità” 

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Una decisione che farà discutere quella della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha sostenuto che l’uso dei simboli religiosi nelle pubblicità sia legittimo, e che ha perfino condannato la Lituania per aver multato un’azienda di vestiti che ha usato le immagini di Gesù e Maria sui poster, allo scopo di vendere jeans e vestiti.

La Lituania, in particolare, aveva inflitto all’azienda una multa per aver ‘offeso la morale pubblica’. Una molta, sottolineiamo, assai simbolica: solo 580 euro. L’azienda aveva perso tutti i ricorsi in Lituania e si è rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha sostenuto che la decisione dell’azienda faceva parte della libertà d’espressione.
Moltissime le critiche levatesi contro questa decisione. Per esempio, quella di Padre Francesco Occhetta: “La pronuncia ha tradito il principio di laicità che si fonda sul rispetto della libertà religiosa” ha sostenuto il gesuita. Secondo il religioso, se si vuole tutelare “il diritto di espressione si dovrebbe tutelare anche il diritto a non vedere umiliato il proprio sentimento religioso. Non si può elevare un principio per distruggerne un altro”.

Critico anche il giornale italiano Avvenire, che sostiene: “La libertà di espressione è limitata eccome, altrimenti dei pazzoidi potrebbero elogiare impunemente la Shoah e le curve degli stadi insultare i calciatori neri nelle forme più creative e sanguinose senza subire conseguenze: la libertà d’espressione si può limitare”.
Molto critico sulla sentenza anche il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. “Più che corte per i diritti umani dovrebbe chiamarsi corte islamica. Non si scherza su alcun simbolo e figura religiosa” ha sostenuto.

R.M.