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Sparatoria contro gli immigrati: una vendetta per Pamela?

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luca traini
luca traini

Si indaga a tutto campo sulle ragioni che abbiano spinto Luca Traini ad aprire il fuoco, nella mattinata di oggi, contro gli immigrati per le strade di Macerata. Un episodio terribile che ha provocato il ferimento di sei stranieri, messo in atto da un uomo, 28enne incensurato, che, come si è scoperto, era stato candidato alle amministrative del 2017 a Corridonia nelle Marche, correndo con la Lega Nord. In diversi hanno iniziato a ipotizzare che dietro al gesto di Traini potesse esserci un collegamento con il caso di Pamela Mastropietro, la ragazza diciottenne uccisa e poi fatta a pezzi prima di essere nascosta in una valigia. Si ritiene infatti che il responsabile sia un nigeriano, in stato di fermo e l’episodio, avvenuto proprio a Macerata, ha provocato sdegno ma anche una vera e propria campagna d’odio via social contro gli immigrati. Con una serie di episodi di razzismo esplicito, tra insulti e minacce di morte rivolti ai neri da parte di numerosi utenti che hanno utilizzato frasi come, ‘bastardi la pagherete’, ‘ci vuole la pena di morte’, ‘deve morire, non merita di vivere’.

 

Questi ed altri messaggi sono stati postati nella pagina di Alessandra Verni, madre di Pamela, accompagnate da numerosi insulti e richieste di espulsione degli immigrati che, “non devono girare liberamente”. A ‘La Zanzara’, la stessa madre della Mastropietro aveva sottolineato che ai colpevoli bisognava fare la stessa cosa che era stata compiuta contro la figlia. Nelle scorse ore è emersa anche la possibile ipotesi di una vendetta di carattere sentimentale, ipotizzando la possibilità che Luca Traini e Pamela si conoscessero. Ma in seguito ad approfondite indagini da parte dei carabinieri, è stata esclusa. Non è però ancora chiaro quali ragioni rappresentano la causa scatenante dei minuti di follia nel cuore di Macerata, elementi che gli investigatori cercheranno di rilevare nel corso dell’interrogatorio a Traini.

Daniele Orlandi