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Un nuovo 11 settembre? Gli esperti hanno paura della versione digitale

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Il mondo interconnesso attraverso la rete ha dei vantaggi innegabili in molti aspetti della nostra vita, ma questa infrastruttura moderna basata su network interconnessi, anche e sopratutto per quanto riguarda i sistemi di sicurezza nazionale, è molto vulnerabile a cyber attacchi. A dichiararlo è l’esperto di cyberterrorismo e consulente della difesa Lars Hilse in un’intervista concessa a ‘Sputnik‘.

Già nel 2014 l’esperto aveva avvisato che il prossimo attacco terroristico all’America, il prossimo 11 settembre, sarebbe stato a livello cyber. La sua previsione, spiega, in parte si è avverata nel 2015 quando è stato colpito il network televisivo TV5monde: “Nel marzo del 2015 – dichiara l’esperto – abbiamo ricevuto un attacco fisico da parte del cyber califfato che ha spento le trasmissioni di 11 satelliti televisivi. Con la crescente complessità dei nostri sistemi operativi, aumentano le probabilità di un attacco terroristico ad infrastrutture network connesse come energia, elettricità e riserve d’acqua”.

Continuando la sua spiegazione Hilse ha aggiunto che: “Con la presenza di queste infrastrutture così vulnerabili, penso sia solo questione di tempo prima che qualcuno abbia l’intelligente idea di staccarle tutte”. L’esperto spiega che internet non è stato costruito con un concetto di controllo, il che significa che chi lo ha creato non ha pensato alla sicurezza della navigazione ed ecco perché i sistemi collegati alla rete sono vulnerabili agli attacchi, questo significa che non c’è un modo per arginare gli attacchi? In un certo senso si, anche se Hilse parla di tentativi di controllo possibili: “Passerà del tempo prima che qualcuno costruisca un Internet sopra Internet, che permetta di avere la sicurezza e permetta a noi di prendere contromisure sensibili. Ma gli hack, penso, sono difficili da tracciare”.

FS