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Le casette provvisorie dei terremotati sono “abusive” e vanno distrutte. La protesta degli sfollati

Sono circa 2mila persone, vivono come sfollati nelle loro regioni da ormai un anno e mezzo. Sono single, famiglie, anziani, ed hanno comprato dei camper, delle casette di legno, per andare a viverci. Sono i terremotati che hanno scelto di restare sul loro territorio, qualche volta per pura necessità, non avendo altro luogo dove andare; qualche volta per scelta, per non lasciare terreni ed animali, per restare nel loro paese. Alcuni di loro hanno riciclato camper e roulotte, altri hanno messo in piedi casette abusive: ma chi non si è ‘autodenunciato’ al comune nella sua nuova sistemazione, per lo Stato – dal 31 gennaio – è abusivo. Quindi fuorilegge.

Chi non si è messo in regola rischia la denuncia penale e la demolizione. Ed è stata una follia togliere a queste persone anche il Cas, il contributo di autonoma sistemazione” secondo Roberto Di Girolamo, ingegnere di Camerino.
Infatti “Queste persone hanno cercato da subito di rimboccarsi le maniche. Per restare sul territorio, magari per governare le bestie, hanno acquistato casette mobili, le hanno sistemate nel terreno di proprietà. Hanno fatto risparmiare soldi allo Stato” come nota Francesco Pastorella, coordinatore di uno dei tanti comitati dei terremotati.

Più di 1.200 persone da oggi sono ufficialmente senza casa. Perché qualcuno nel frattempo si è messo in regola. Ma sono sempre stime, il numero esatto non lo conosce nessuno.  Il decreto non risolve, punisce. Le richieste sono assurde se riferite a roulotte, camper o  casette con le ruote. Non puoi avere 2,70 di altezza o 14 metri per una camera da letto. Fra l’altro nemmeno le Sae rispettano questi requisiti. Bisogna trovare una soluzione”.

R.M.