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Saviano e il tweet: “il nigeriano non poteva sapere che fare a pezzi una persona sia un reato in Italia”

Quanto successo a Macerata lo scorso sabato è davvero gravissimo, poiché una persona ha sfogato la propria rabbia repressa contro innocenti vittime attribuendo a quell’atto la falsa giustificazione o meglio la pretesa di rendere giustizia ad una ragazza di 18 anni massacrata, probabilmente nemmeno uccisa dal ragazzo nigeriano accusato del crimine. L’atto è grave anche perché dimostra che anni di disinformazione e cacce all’immigrato sui social non hanno come unica conseguenza la creazione di pagine apposite in cui vince l’ignoranza e l’odio razziale, ma portano a drammi reali che non restano dunque confinati nella rete.

La dimostrazione che l’odio sopito e espresso sui social non è un’invenzione della sinistra è la falsificazione di post di Saviano fatta notare dal sito specializzato contro le Bufale, ‘Butac‘. Lo scrittore si era scagliato contro Salvini che accusava le politiche di accoglienza del PD per la tragedia di Macerata e sul proprio profilo scriveva: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”.

A questo tweet aveva risposto Tommaso Longobardi, accusando i favorevoli alle politiche di accoglienza dell’omicidio di Pamela Mastropietro: “Se Salvini è il mandante dei fatti di Macerata, voi paladini dell’accoglienza siete i mandanti dell’assassinio della 18enne fatta a pezzi dal nigeriano”. Fin qui la discussione è reale e si può propendere per una parte o per un’altra, anche se il negare che le dichiarazioni del politico non possano essere influenti sull’opinione pubblica (che poi è quanto intendeva Saviano con la sua provocazione) fa parte di quell’atmosfera di odio che si vive da qualche anno.

Due giorni fa è spuntato un tweet di Saviano in risposta a quello di Longobardi in cui si legge: “Ti perdi un piccolo dettaglio: il nigeriano non poteva sapere che fare a pezzi una persona sia un reato in Italia, il leghista invece sapeva benissimo che sparare è un reato”. Il messaggio in questione è chiaramente fasullo, anche perché una persona dello spessore culturale di Saviano non scriverebbe mai una castroneria simile. Lasciando stare l’ovvia logica, basta guardare il post per rendersi conto che si tratta di un falso: innanzi tutto è datato 3 febbraio, ma il commento è comparso solo tre giorni dopo, in secondo luogo il numero di commenti sul post è insolitamente basso, nonostante la portata del messaggio (dato il numero di hater di Saviano questa sarebbe stata un’occasione d’oro per dargli addosso).

Risulta chiaro che chiunque abbia modificato il post, lo ha fatto per generare odio e far credere alla massa di analfabeti funzionali che circolano in rete che Saviano giustificava le azioni di Oseghale a prescindere, poiché si trattava di un immigrato. Il fatto che molte persone siano disposte a credere ad una simile falsità dimostra invece che il sentimento d’odio nei confronti di immigrati e “difensori” degli immigrati è talmente alto da obnubilare la capacità di giudizio di chi legge.

FS