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Jessica Faoro uccisa come Pamela, minore indignazione perchè l’assassino non è di colore?

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jessica e omicida
jessica e omicida

Una morte analoga, per mano di un uomo e a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Ma due distinte reazioni da parte dell’opinione pubblica e del mondo politico: è terribile il destino di Jessica Faro, uccisa dal tranviere Alessandro Garlaschi che ha cercato di occultare il cadavere della ragazza, sua coinquilina provando a farla a pezzi e poi tentando di bruciarla. Un decesso che ricalca quello di Pamela Mastropietro, la giovane uccisa a Macerata da un uomo, presumibilmente un pusher dal quale aveva acquistato eroina. Innocent Oseghale è per questo rinchiuso in carcere, inizialmente accusato dell’omicidio materiale di Pamela e poi solo di occultamento di cadavere, in quanto ne avrebbe fatto a pezzi il corpo per poi nasconderlo in due valigie. Le ragioni dei due omicidi potrebbero essere diverse: dietro a quello di Jessica vi sarebbe infatti un rifiuto. Alla giovane il tranviere aveva subaffittato una stanza e avrebbe tentato un approccio, ma sarebbe stato respinto.

 

Il suo corpo pieno di ustioni è stato trovato coperto da un cellophane anche se inizialmente voleva nasconderlo in un borsone per portarlo via, un oltraggio al cadavere terribile e comparabile a quello avvenuto sul corpo di Pamela. Ma se nel caso della Mastrtopietro l’ondata di indignazione è stata immediata e per certi versi ‘violenta’, la reazione dell’opinione pubblica al brutale omicidio di Jessica non ha raggiunto analoghi livelli di intensità. Il suo omicidio, nonostante l’orrore inferto ad una ragazza giovanissima, è ‘passato’ come meno brutale. E viene da chiedersi se davvero la questione della ‘razza’ abbia fatto la differenza in due casi che, per l’appunto, si differenziano tra loro solo per la nazionalità dell’omicida, straniero e di colore nel caso di Pamela, italiano per quanto riguarda Jessica.

 

Anche andando indietro nel tempo e confrontando gli stupri di Rimini e di Firenze, la ‘reazione’ è risultata differente non solo da parte della gente comune e dal mondo dei social ma anche da parte dei politici, con toni accesi nel caso di assassini e stupratori di colore, più moderati quando il responsabile è italiano. Razzismo e strumentazione propagandistica la fanno dunque, di nuovo, da padroni?

Daniele Orlandi