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“Portateli da me questi cani”: parla la moglie di Brit David Haines, assassinato dall’Isis

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Brit David Haines e la moglie DraganaGran Bretagna. Brit David Haines era un operatore umanitario che è stato assassinato da una cellula britannica dell’Isis quasi quattro anni fa (settembre 2014), dopo più di un anno e mezzo di prigionia. La moglie non ha mai smesso di chiedere giustizia per il suo consorte e ha lanciato un appello disperato quanto forte.

“Portateli da me questi cani”. La donna ha chiesto di poter fare giustizia ella stessa per Brit David Haines. La cellula britannica che lo ha rapito e poi decapitato è quella nota con il nome di cellula Isis “Beatles” ed è capeggiata da Jihadi John.

Dragana, la vedova Haines (di origini croate), ha parlato dalla casa che in Croazia ha diviso con il marito prima della sua morte. La donna ha appreso dell’arresto di due membri della cellula durante la loro fuga dalla Siria e ha chiesto di potersi fare giustizia da sola per quello che le è stato tolto.

“Portatemi quei cani. O portatemi dove sono e concedetemi sei ore da sola con ognuno di loro. Prometto che li lascerò vivi dopo che avrò finito con loro. Non sono sicura che lo vorranno essere, però.”: questo il tenore delle dichiarazioni di Dragana. La cellula “Beatles” si è macchiata, nel corso degli anni, di delitti efferati dei quali poi sono stati diffusi i video: quelli degli operatori Alan Henning, Peter kassig e quelli dei giornalisti James Foley e Steven Sotloff.

I due potrebbero adesso essere estradati in America o in un centro di detenzione americano sito a Cuba. Jihadi John, al secolo Mohammed Emwazi, è stato ucciso nel 2015 in seguito ad un raid aereo degli americani. In generale, c’è disaccordo sulle sorti dei terroristi e su come dovrebbero essere giudicati. Qualcuno ritiene che dovrebbe essere compito dell’Aia. Intanto si sono riaccese le speranze per John Cantlie, il giornalista catturato come ultimo ostaggio: potrebbe essere ancora vivo.

Maria Mento