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Il tradizionale massacro di cani si consuma a pochi chilometri dal villaggio olimpico. Scatta l’indignazione

La zuppa di carne di cane viene ancora servita nei ristoranti coreani all’ombra dello Stadio Olimpico di Pyeongchang, nonostante la precisa richiesta governativa di togliere dal menu il controverso piatto.

La pietanza proposta ha scatenato indignazione tra i difensori dei diritti degli animali e gli atleti, che adesso si sono radunati per salvare milioni di cuccioli dall’esecuzione.

Si ritiene che i sudcoreani mangino circa un milione di cani all’anno come pasto estivo.

Gli attivisti hanno lanciato diverse campagne per vietare il consumo di cani, con petizioni online che sollecitano boicottaggi delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang del 2018 sul tema, e proteste a Seoul.

I cani, compresi labrador e huskies, vengono allevati e tenuti in gabbie per poi essere uccisi per elettrocuzione prima di essere bolliti e trasformati in brodo. Tra i tanti che si stanno battendo per porre fine a questo genocidio troviamo la pattinatrice Meagan Duhamel, che ha anche adottato un bassotto salvandolo dal commercio di carne di cane.

Duhamel, medaglia d’argento a Sochi, sta anche progettando di fare di più per ridurre il consumo della carne di cane in questo viaggio in Corea, insieme all’aiuto di “Humane Society International“.

Inoltre, la pattinatrice ha intenzione di far chiudere un paio di fattorie d’allevamento di cani dopo aver finito le competizioni.

Staremo a vedere.