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Uno scandalo sta per travolgere il fanalino di coda dell’Europa: una nuova tangentopoli all’orizzonte?

La sede svizzera di Novartis

La Grecia è di nuovo nell’occhio del ciclone. Per il Paese europeo, maggiormente colpito dalla crisi economica, sembra davvero non esserci pace ed adesso spuntano i retroscena di un’inchiesta che coinvolgerebbe Novartis ed alcuni politici. La cosa sarebbe così grossa da indurre a parlare del più grosso scandalo in atto da quando lo Stato greco esiste. È di questa idea il Ministro greco della Difesa Dimitris Papanghelòpoulos.

Novartis, multinazionale colosso delle aziende farmaceutiche a livello internazionale, avrebbe pagato con delle tangenti alcuni politici greci di spicco affinchè questi indirizzassero in un certo modo il mercato farmaceutico. Nel rapporto che è stato inviato al Parlamento greco si può vedere nero su bianco il coinvolgimento di due ex Primi Ministri e di un alto funzionario dell’Unione Europea.

I fatti che sono stati esaminati nel corso dell’inchiesta sarebbero accaduti tra il 2006 ed il 2015. Novartis avrebbe pagato mazzette per 50 milioni di euro, facendo così in modo che si alzassero i prezzi dei farmaci della società stessa che ha poi ottenuto canali preferenziali per veder autorizzato l’uso dei suoi prodotti. Ci sarebbero anche 20 testimoni pronti a dare manforte alle accuse con le loro dichiarazioni. I dati sono stati rilasciati dall’agenzia stampa greca AMNA.

I politici greci coinvolti nello scandalo hanno ricusato tutte le accuse. Adesso sarà compito del Parlamento decidere se dovranno essere indagati e se, quindi, dovrà essere revocata la loro immunità parlamentare. Nella giornata di oggi 12 febbraio Alexis Tsipras inviterà il Parlamento a formare la commissione che dovrà deliberare. Antonio Samaras, Panagiotos Pikramenos, Dimitris Avramopoulos, Evànghelos Veniizèlos e Jànnis Stournàras sono alcuni dei nomi dei personaggi greci che sarebbero stati comprati da Novartis.

Maria Mento