Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Case chiuse, meglio ripristinarle? Le lettere degli anni ’40 che fanno riflettere

Case chiuse, meglio ripristinarle? Le lettere degli anni ’40 che fanno riflettere

Le donne che frequentavano le case chiuse erano alla stregua delle “schiave”. E’ quanto emerge da alcune lettere indirizzate ad Angelina Merlin, la senatrice socialista che fu una grande madre costituente in materia di lotte e diritti femminili e che abolì le case chiuse con la legge che porta il suo nome.

Le missive che giungevano alla Merlin raccontavano di situazioni al limite della legalità. Le testimonianza che emergono pongono l’accento su una situazione di estrema miseria, oltre che di igiene particolarmente precario, con pressochè inesistente controllo da parte dei medici preposti.

Nel 1948, all’epoca della presentazione del disegno di legge, le donne che frequentavano le case chiuse erano circa tremila, dislocate in oltre 700 bordelli. Le lettere raccontano di una condizione prossima alla schiavitù: dal dover garantire un determinato numero di rapporti sessuali al giorno (più di 30) agli orari decisamente pressanti (“dalle 10 all’una, dalle 2 alle 8, dalle 9 alle 24 – si legge in una di queste – non ti lasciano che il tempo di mangiare e di lavarti la faccia”).

Nelle lettere si raccontano anche altre angherie, come il non disporre non solo di una stanza singola, ma a volte neppure di un materasso.

La legge Merlin si presentava in tal senso come un grande passo avanti, ma a conti fatti non è riuscita a migliorare la condizione di vita di coloro che fanno parte di questo mondo.