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“Il problema dell’Italia non è il nero che non paga il biglietto”: il pensiero del PM

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treno senza biglietto
treno senza biglietto

Ieri sera il post su Facebook di tale Luca Caruso riguardante un ragazzo di colore che si trovava insieme a lui su un Freccia Rossa ha scatenato la ormai tristemente nota gogna social nei confronti degli immigrati. Nel post si leggeva che questo ragazzo non sapeva parlare italiano ed era privo sia di documento che di biglietto, ma che nonostante ciò gli era stato permesso di continuare il viaggio. Subito il post è diventato vitale con migliaia di like e condivisioni e ancora più commenti dall’altissimo tenore come: “Ammazziamoli tutti” e “Fanno quello che vogliono grazie al governo”.

Il sentore comune, dunque, è che ad essere puniti siano solo gli italiani e che gli immigrati siano protetti da qualsiasi punizione per chissà quale fine complottistico. La verità, come abbiamo scritto già questa mattina, era un’altra e a spiegarla è stato proprio il controllore che in un primo momento pensava che l’immigrato fosse senza biglietto: “E’ vero che non parlava italiano e non aveva documenti, ma dopo un qui pro qui iniziale ho potuto accertare che possedeva il biglietto”, abbassando di fatto la cresta dei galletti anti “Risorse boldriniane”( termine assurdo che ancora non si spiega cosa voglia significare).

A combattere contro complottisti e razzisti da tastiera ci ha pensato questa mattina un pm di Pescara che ha mandato una lettera a ‘Rolling Stones‘ in cui si dice amareggiato dal fatto che gli italiani, almeno quelli sui social, passino il proprio tempo a mostrare il proprio odio contro gli immigrati invece di indignarsi per quegli italiani che distruggono con i loro comportamenti illegali l’economia della nazione: “Da Pubblico Ministero sono il primo a testimoniare che c’è un problema di certezza della pena. Se la pena fosse certa non ci troveremmo i pregiudicati in Parlamento, quel Parlamento che cambia le leggi, sempre pro reo, in modo tale da mandarti all’aria il lavoro di anni”.

Il pm fa notare come la non certezza della pena è si un problema, ma lo è maggiormente la mentalità italiana secondo cui se evadi o infrangi la legge da italiano sei il più furbo se lo fanno gli stranieri rovinano la nazione: “La non certezza della pena è anche il motivo per cui ci ritroviamo fior di imprenditori che, denunciati per bancarotta o per omesso versamento IVA , continuano a fare la bella vita, come se non avessero alcun debito con lo Stato e i cittadini. Anche perché, diciamolo chiaramente, che il nero non paghi il biglietto del treno ci rompe assai, ma l’imprenditore che non paga le tasse…..eh, quello è un figo!”.

Il pm conclude con una provocazione: “Domani posterò su Facebook le foto di tutti gli indagati della mia Procura per bancarotta o omesso versamento Iva mentre stanno al ristorante, in vacanza o in giro sulle loro favolose auto (tutte foto facilmente reperibili su Facebook) scrivendo ‘in Italia quello che manca è la certezza della pena’”. Il messaggio è abbastanza chiaro e forse se gli altri italiani, quelli che comprendono l’assurdità di questo odio social, postassero il loro reale pensiero con le stesse modalità di quelli che propugnano l’odio razziale si riuscirebbe a far ragionare anche i più beceri commentatori.