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La compagna del nigeriano svela alcuni dettagli: “Li ho visti con i miei occhi…”

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Il caso di Pamela Mastropietro è giunto ad una svolta fondamentale con l’arresto dei due nigeriani Desmond Lucky e Awelima Lucky. I due nigeriani, infatti, erano in casa di Oseghale il giorno della morte della diciottenne romana e sono accusati di omicidio volontario, vilipendio ed occultamento di cadavere. Questi sono fatti noti a tutti e presto (i ris hanno chiesto una settimana di tempo per effettuare i riscontri) si potrebbe giungere alla chiusura del caso.

Questa svolta, però, non sarebbe stata possibile se una donna Michela P., non avesse offerto la propria testimonianza ai Carabinieri di Macerata. La donna, infatti, è la compagna di Innocent Oseghale, la quale ha confermato agli inquirenti che il giorno dell’omicidio di Pamela il suo fidanzato era in compagnia di almeno altri due connazionali. La testimonianza della donna è stata fondamentale per indirizzare le indagini sui presunti colpevoli ed anche per il riconoscimento degli stessi.

Parte di quella testimonianza è stata pubblicata in esclusiva sul settimanale ‘Giallo‘ e dimostra che senza Michela i due nigeriani adesso sarebbero a piede libero: “Innocent non ha fatto tutto da solo. Il 30 gennaio non c’era solo lui nella mansarda di via Spalato a Macerata. Insieme con Innocent c’erano altre due persone. Li ho visti con i miei occhi. Sono sicura di non sbagliarmi. Quel giorno io e Innocent ci siamo sentiti più volte al telefono. Abbiamo fatto anche una videochiamata. Ed è stata proprio in quella occasione che ho scoperto che Innocent non era in casa da solo, ma con almeno altri due connazionali. Non li conosco di persona, ma posso descriverveli. Di uno, ho sentito soltanto il soprannome. Lo chiamavano ‘Isha Boy’ o anche ‘Lucky 10’. Nella videochiamata ho visto i volti di entrambi in maniera chiara. Potrei riconoscerli”.