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“Saremo tutti sostituiti da robot”: licenziamenti di massa in vista?

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Il gigante americano della logistica Amazon si appresta ad effettuare una piccola rivoluzione all’interno del proprio organico. L’azienda, infatti, ha annunciato che verranno effettuati numerosi tagli di personale all’interno della sede centrale di Seattle. La scelta appare in controtendenza sia con i risultati finanziari dell’ultimo anno (178 miliardi di dollari nel 2017, un aumento del 66% rispetto all’anno precedente) sia con la ventata di nuove assunzioni da parte delle corporate americane favorite dal taglio delle tasse voluto da Donald Trump.

Ci si chiede dunque, quale sia il motivo di una tale scelta (anche se i licenziamenti dovrebbero essere sull’ordine del centinaio in un complesso di 56.000 dipendenti) sebbene i dirigenti di Amazon l’abbiano motivata attribuendola ad una semplice ristrutturazione aziendale. A ben vedere l’ipotesi di una ristrutturazione non è lontana dalla realtà, l’incremento del fatturato dello scorso anno è anche da attribuire all’acquisizione della catena alimentare americana Whole Foods: l’introduzione nuovi prodotti, per altro a basso costo, ha allargato le possibilità di vendita permettendo un’impennata dei guadagni. Il successo di questa operazione, quindi, potrebbe aver convinto i dirigenti ad allargare ulteriormente il mercato, implementando anche a quello delle forniture mediche.

A dare ulteriore peso all’ipotesi della ristrutturazione c’è il dato riguardante le posizioni vacanti (3900 solo a Seattle e 12 mila in totale) e la volontà di aprire una seconda sede negli Stati Uniti che comporterebbe l’assunzione di altre 50mila persone. C’è però chi sostiene che i tagli siano legati alla prospettiva di una sostituzione degli impiegati con le macchine. L’avanzamento dell’automazione permetterebbe all’azienda di affidare l’analisi di mercato e l’abbassamento dei prezzi direttamente a dei computer adibiti al controllo degli andamenti di mercato. Non è la prima volta che una grossa azienda americana vaglia questa ipotesi, non ultima Facebook: Zuckeberg ha pensato di affidare il controllo delle fake news a dei programmi specifici.