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Sciacca, in provincia di Agrigento la vergognosa strage di randagi che sta indignano web e cariche politiche

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Randagi avvelenati a Sciacca

Nella giornata del 16 febbraio a Sciacca, comune italiano sito nel territorio di Agrigento, è stata fatta una scoperta agghiacciante. Nella zona della contrada Muciare sono stati ritrovati i cadaveri di ben 15 cani randagi, tutti vicini tra loro e tutti morti per avvelenamento. I cani avrebbero ingerito delle polpette avvelenate. Con il passare delle ore il bilancio si è aggravato e si è raggiunto il numero totale di 30 cani morti avvelenati.

Sulla questione è stata aperta un’indagine. Il Comune di Sciacca, il cui sindaco si è detto fortemente addolorato per quanto successo, ha sporto una denuncia contro ignoti. Lo stesso ha fatto anche Anna Maria Friscia, presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Animali. Sulla vicenda ha espresso la sua anche Margherita La Rocca Ruvolo, Presidente dell’Ars.

“Leggo quanto successo in contrada Muciare a Sciacca e non si può che restare sconcertati per le modalità adottate dinanzi ad un problema dilagante quale il randagismo: sopprimere. I problemi si affrontano non si sopprimono. L’auspicio è che vengano individuati i responsabili”, ha detto la Ruvolo.

La donna ha poi espresso solidarietà nei confronti di Francesca Valenti, sindaco di Sciacca, ferocemente attaccata sui social per quanto accaduto. Addirittura, molti utenti sono arrivati ad augurare a lei ed ai suoi figli una morte atroce come quella dei 30 randagi e per questo il sindaco ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

L’episodio, gravissimo, riporta all’attenzione la questione del randagismo non opportunamente controllato e a lungo trascurato. Su Change.org è stata lanciata una petizione per chiedere ai politici siciliani di affrontare la questione del randagismo in maniera drastica. La petizione (qui il link), per essere valida, dovrà raggiungere un totale di 50mila firme.

Il Presidente della Regione Nello Musumeci, dal canto suo,  ha già condannato lo spregevole atto di violenza, bollandolo come vile, e ha promesso che saranno emanate delle leggi in tutela dei randagi e che già dalla prossima settimana saranno organizzati degli incontri con le autorità veterinarie regionali per stabilire un’adeguata linea di azione. Il Presidente ha dichiarato inoltre che, una volta rintracciato il colpevole o i colpevoli, il Governo regionale si costituirà parte civile nelle opportune sedi legali.

Maria Mento