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20 febbraio 1958: chiudevano le case chiuse. Ma chi era Lina Merlin?

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Oggi corre l’anniversario dell’approvazione della legge Merlin, quella grazie alla quale sono state abolite le case chiuse ed è stata resa illegale la prostituzione. A sessantanni di distanza da quello storico cambiamento la percezione dell’importanza di quel provvedimento è stata corrotta dalla visione nostalgica dei clienti e da quella romanzata dei film dell’epoca d’oro del nostro cinema. Ad oggi si sostiene che le case chiuse fornivano una maggiore protezione alle ragazze ed alle donne che vi esercitavano e che, anche da un punto di vista sociale, l’assenza delle prostitute dalle strade era un bonus all’immagine della città stessa.

Quello che non si ricorda è che le prostitute che lavoravano nei casini non erano libere di scegliere il proprio futuro e sopratutto non avevano diritti sul proprio corpo che rimaneva incatenato allo sfruttamento sessuale per sempre. Inoltre non erano libere di gestire la propria giornata, obbligate dalla gestrice del bordello a lavorare secondo ritmi ed orari prefissati senza voce in capitolo. Vista sotto questa prospettiva la legge Merlin è stata una conquista per le donne che, costrette dalla realtà sociale in cui crescevano, non trovavano altra via che la prostituzione: in seguito alla chiusura delle case chiuse è stato fatto un primo passo verso la parità dei diritti tra i due sessi, e da quel momento tutte le donne hanno avuto eguali diritti sulla propria libertà e sul proprio corpo.

L’approvazione del disegno di legge sulle case chiuse è stata per Lina Merlin un successo personale: la sua lotta per i diritti fondamentali ha radici profonde e connota tutto il periodo della sua formazione professionale e politica. La sua lotta per i diritti personali è cominciata sin dall’ascesa del fascismo: la sua militanza antifascista comincia nel 1925 dopo il delitto Matteotti. Cacciata dal suo ruolo d’insegnante perché si rifiutava di prestare giuramento al regime Lina è tornata in Italia solo a fine conflitto mondiale per allearsi e combattere a fianco dei partigiani. Sin dalla liberazione è entrata a far parte del PSI ed una volta insediatasi nel governo ha lottato per 10 anni affinché gli altri parlamentari si decidessero a dare peso alle rivendicazioni dei diritti delle donne costrette a lavorare a vita nelle case chiuse.

FS