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Figuracce alle Olimpiadi? Si teme per le sorti degli atleti della Corea del Nord

Le Olimpiadi Invernali, che si stanno tenendo attualmente in Corea del Sud, non verranno certamente ricordate come le più prolifiche, in termini di medaglie, da parte dello Stato della Corea del Nord; gli atleti nordcoreani sono, infatti, arrivati ultimi in quasi tutte le discipline fino ad ora.

Kim Jong-un puntava molto su questa competizione che, come riporta il ‘Corriere della Sera‘, secondo le sue intenzioni doveva prendere a modello la Germania Est, vincitrice di molteplici medaglie durante i Giochi.

Iniziano, quindi, a girare voci riguardo le punizioni che potrebbero ricevere gli atleti al rientro in Corea del Nord; i metodi di preparazione alle competizioni del regime comunista sono noti per la loro crudeltà, anche grazie a testimonianze dirette come quella della pugile Choi Hyunmi: “Erano le selezioni. Avevo 11 anni. Tutto era competizione, cercavamo di eliminarci l’una con l’altra, ci svegliavamo prima dell’alba per allenarci più della compagna di branda. Quando si faceva la doccia, l’ultima a finire doveva pulire e la prima che arrivava a mensa cercava di mangiare il più possibile, anche le razioni delle altre“.

Secondo alcuni però, compresa la pugile Choi, le voci riguardanti le atroci punizioni che gli atleti nordcoreani dovranno subire al rientro, fanno solo parte della propaganda di Seoul atta a mettere in cattiva luce ogni aspetto possibile del dittatore nordcoreano.

Mario Barba