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“Meglio di Germania e Francia”: ottime notizie sul fronte ripresa economica

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Il rapporto sul fatturato dell’industria italiana riguardante il quarto trimestre del 2017 mostra come l’economia italiana sia in ripresa. Il dato che si nota subito è che il fatturato dell’industria è in incremento per il terzo mese consecutivo (un aumento congiunturale del 2,5%) e che la crescita rispetto al precedente trimestre è pari al 2,9%. Un totale che se corretto in base ai giorni lavorativi (18 contro i 20 dell’anno precedente) mostra come il fatturato rispetto al quarto trimestre del 2016 sia cresciuto del 7,2% in generale, con un 7,3% sul mercato interno ed un 7,2% su quello estero.

Il dato fondamentale, che offre un’idea più concreta della crescita che sta vivendo l’economia italiana è fornito dall’indice destagionalizzato che ha raggiunto il livello 110, il più alto da ottobre 2008. Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano anche incrementi congiunturali diffusi a tutti i principali settori dell’industria guidati da quello delle energia dove si registra una crescita pari al 5,7%. Anche l’indice grezzo del fatturato aumenta (+0,7% rispetto al precedente anno) ed anche in questo caso il contributo maggiore viene offerto proprio dall’industria dell’energia.

In seguito alla pubblicazione del rapporto Istat sul fatturato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda sottolinea il boom delle esportazioni: “L’export cresce più di Germania e Francia e così investimenti in macchinari. Produzione industriale più di Francia e poco sotto Germania“ e esulta per le scelte compiute dal governo che, sebbene in modo marginale, stanno mostrando i risultati sperati. Molto positiva anche la reazione del segretario nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, la quale però evidenzia la necessità di continuare a lavorare per far diminuire la disoccupazione: “Ci sono ancora milioni di disoccupati nel nostro paese. Serve un patto imprese-sindacati ed una riforma fiscale che dia slancio a salari e pensioni per favorire anche i consumi interni”.