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Sud Africa, il piano del nuovo premier: togliere i terreni ai bianchi

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Il nuovo presidente del Sud Africa Cyril Ramaphosa ha promesso alla popolazione che il governo si impegnerà alla ridistribuzione dei terreni coltivabili per restituire ai cittadini di colore le terre che gli sono state sottratte dai colonizzatori bianchi nel 1600. L’ex imprenditore ha aggiunto che se sarà necessario il governo provvederà ad un’espropriazione delle terre dai proprietari bianchi senza offrire loro nemmeno una compensazione economica.

A primo acchito la mossa economica di Ramaphosa sembra una minaccia, ma non è propriamente così. Il milionario ha spiegato che: “L’espropriazione della terra senza compensazione è vista come una delle misure che noi useremo per accelerare il processo di ridistribuzione delle terre ai neri sudafricani”, ma chiarisce anche: “Nessuno sta dicendo che le terre debbano essere prese dalla nostra gente. Piuttosto è il modo in cui assicureremo che il nostro popolo abbia un accesso equo ai terreni e la sicurezza di avere un impiego. Noi dobbiamo vedere questo processo di accelerazione della ridistribuzione come un’opportunità e non come una minaccia”.

C’è chi teme che questa mossa, così com’è stato nello Zimbawe, porti ad un crollo dell’economia e favorisca solamente un gruppo di investitori facoltosi locali in luogo dei precedenti proprietari terrieri europei o internazionali. Il presidente Ramaphosa, però, ci tiene a sottolineare che non verranno commessi gli stessi errori degli altri e che il processo di ridistribuzione verrà effettuato tenendo presente gli effetti sulla produzione e sull’economia locale. Un simile provvedimento è un tentativo di assottigliare le distanze economiche tra la popolazione bianca e quella nera: sebbene dopo l’apartheid la situazione è migliorata molto, la popolazione di colore vive ancora in condizioni di indigenza.

Il Sud Africa conta 50 milioni di cittadini, di cui il 79 % è di colore, ma solo l’1,2% dei possedimenti terrieri appartiene a loro. Al contrario i sudafricani bianchi costituiscono il 9% della popolazione e possiedono il 23,6% dei terreni coltivabili nelle terre rurali ed l’11,4% di quelli coltivabili nelle zone cittadine.