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Aggressione a Palermo, Forza Nuova ha ingigantito la vicenda

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L’aggressione di qualche giorno fa ai danni di Massimo Ursino, dirigente di Forza Nuova e segretario provinciale di Palermo, da parte di alcuni militanti dei centri sociali del capoluogo siciliano è diventato un caso nazionale. Questo perché l’aggressione ad un politico è un fatto da condannare quanto e più di un’altra aggressione poiché potrebbe scatenare delle rappresaglie tra diverse fazioni e acuire il clima di tensione che già da qualche tempo si vive in Italia e che è stato portato alla luce dalle scorribande di Traini a Macerata.

La premessa è d’obbligo per sottolineare come qualsiasi forma di violenza sia priva di giustificazione ed il seguente appello ad analizzare le notizie proposte dai media senza soffermarsi a titoli e ad informazioni strumentali o parziali non venga inteso come una giustificazione all’aggressione stessa. Il rischio, però, nel non sottolineare come l’aggressione sia stata strumentalizzata da Forza Nuova è quello di favorire il tentativo di ingigantire la vicenda finalizzato proprio ad alimentare la tensione sociale e a giustificare allarmismi.

Partiamo proprio dall’annuncio dell’aggressione presentato sulla pagina Facebook del movimento di estrema destra da Roberto Fiore: “Ritorno alle tecniche brigatiste, contro la violenza comunista chiamo alla piena mobilitazione. Dopo una campagna d’odio seminata dal Gruppo Espresso e seguita da tutta la sinistra inclusa Liberi e Uguali, si scatena l’odio comunista contro Forza Nuova: a Palermo un dirigente Forzanovista è stato colpito sul posto di lavoro, per poi essere legato e vigliaccamente massacrato di botte in dieci contro uno”. Ecco la prima incongruenza con i fatti: Ursino è stato sì aggredito, ma non massacrato visto che dopo un controllo in ospedale gli sono state diagnosticate lesioni lievi ed è stato mandato dal medico curante, il quale gli ha dato una diagnosi di 5 giorni di riposo per riprendersi dal pestaggio.

Ribadendo che la violenza è deprecabile in ogni sua forma, è necessario sottolineare come non ci sia un ritorno al brigatismo e come il fatto non possa essere preso come pretesto per giustificare rappresaglie come il continuo del post di Fiore, attingendo a demagogico populismo, invita a fare: “Invito tutti i militanti di Forza Nuova e tutti gli alleati di Italia agli italiani alla mobilitazione piena per evitare che la violenza comunista unita ai poteri forti soffochi la nostra voce”. Ci chiediamo inoltre a quali poteri forti e a quale copertura Fiore faccia riferimento, dato che due tra i colpevoli dell’aggressione sono stati arrestati e accusati di tentato omicidio (e non di aggressione), accusa definita quanto meno fantasiosa dall’avvocato difensore che sottolinea come il referto ospedaliero indichi un’aggressione lieve.

FS