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“Fellini non credeva fossi uomo, finché…”: le memorie di Carmelo Cosma, detto ‘La Tarantina’

femminiello
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Si chiama Carmelo Cosma ma è conosciuto da tutti come la Tarantina. E’ l’ultimo ‘femminiello’ rimasto in Italia, con una storia travagliata quanto ricca di incredibili episodi. Ma perchè ‘femminiello’? l’epiteto gli è stato addibbiato quando da ragazzino arrivò a Napoli dove, come racconta lui stesso, le prime parole che sentìì furono “ricchione, finocchio” e, per l’appunto, “femminiello”. Non si considera un trans, un “nomignolo” che secondo la Tarantina “non fa altro che generare distacco, discriminazione e nuove inutili etichette. La diversità, per come ho visto il mondo io sino ad oggi, non esiste. Siamo tutti uguali, la condizione sessuale è un qualcosa che non deve influenzare la vita di chi ci circonda.”

 

La sua vita non è stata facile: cacciato di casa a nove anni, trascorse molto tempo per strada, conobbe ‘miti’ quali Parise, Pasolini, Moravia e Laura Betti che frequentava pur non sapendo chi, effettivamente, fossero. Cosma, che oggi ha 82 anni e vive di pensione minima, è stata anche la musa della pittrice esistenzialista Novella Parigini ed oggi ha deciso di raccontarsi con un monologo teatrale in programma all’Off Theatre di via Giulia, a Roma, dove porterà dal 27 al 31 marzo il suo spettacolo autobiografico, raccontandosi in tre atti: “nella prima parte verrà mostrata una parte del mio documentario girato e diretto da Fortunato Calvino. Nella seconda ci sarò io, fisicamente, dove racconterò cose belle, brutte e aneddoti sulla mia vita, mentre nella terza, con il pubblico in sala, farò la ‘Tombola Scostumata’”.

 

Pur non avendo mai riallacciato i rapporti con la famiglia, genitori e due fratelli, ad eccezione della sorella maggiore che oggi ha 102 anni, la Tarantina ha raccontato di aver vissuto appieno la sua vita divertendosi ad ostentare pur non avendo una lira, perchè non voleva “essere umiliata più di quanto la vita non avesse già fatto”, inventandosi così la vita che più desiderava. La femminiella, che ha conosciuto anche il carcere, ne ha per tutti e parlando dei suuoi incontri con Pasolini, Fellini, Betti, Moravia e Parise oggi racconta: “non sapevo minimamente chi diavolo fossero tutte queste persone. Me ne sono resa conto solo quando diventai adulta. Pasolini mi portava a cena, ma stava sempre zitto. Sembrava molto interessato al mio vissuto. Fellini, invece, non credeva che ero un uomo viste le mie sembianze femminili, fino a quando non gli feci vedere il mio membro. Laura Betti era una pazza, bonariamente parlando, Moravia un gran cafone perché aveva un atteggiamento bruttissimo nei confronti di tutti e Parise, suo amico storico, una persona meravigliosa. Moravia e Parise stavano spesso anche con Marina Ripa di Meana, ai tempi in Lante della Rovere. Una donna bellissima che venne persino a casa mia”.

Daniele Orlandi