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La Meloni porta in piazza una bandiera italiana lunga 500 metri. Ecco perché

giorgia meloni
giorgia meloni

Quella di oggi è una giornata calda per la campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo. Tra manifestazioni e contromanifestazioni, gran parte dei partiti si sono dati appuntamenti nelle piazze italiane per raccogliere militanti ed indecisi e ‘fare gruppo’ in vista dell’appuntamento elettorale che vede contendersi il ruolo da premier tra i leader del Movimento 5 Stelle, del Pd, della coalizione formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia e di Liberi e Uguali. Ma pur correndo insieme, almeno per oggi, i gruppi di centrodestra hanno scelto di organizzare iniziative separatamente con Matteo Salvini in piazza del Duomo a Milano, Silvio Berlusconi tra un talk show televisivo e l’altro e Giorgia Meloni che, sempre nel capoluogo lombardo, ha scelto di sfilare in via Padova tra le contestazioni dei residenti. Srotolando una bandiera tricolore lunga diverse centinaia di metri e, incurante delle proteste in strada, arrivando a scattarsi anche un selfie davanti ad immigrati e residenti.

 

In testa al corteo di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha sottolineato: “in uno dei quartieri più difficili di Milano abbiamo srotolato una bandiera di 500 metri a simboleggiare la nostra volontà di voler riportare lo Stato nelle periferie delle città metropolitane, dove lo Stato non c’è più e i cittadini si sentono figli di un Dio minore. Garantiremo sicurezza, legalità e lotta alla povertà – ha aggiunto la leader del partito – con questa grande bandiera tricolore che porteremo in altre grandi città, nei quartieri difficili per dire ‘garanzia di sicurezza’, certezza della pena, costruzione di nuove carceri, no agli sconti di pena automatici, più militari in strada; vogliamo aiutare le forze dell’ordine con dotazioni adeguate, stipendi e organici adeguati. Le bombe ripiene dei centri sociali in danno ai poliziotti sono una vergogna, i centri sociali li vogliamo chiudere, vogliamo una legge anti black block, abolire il reato di tortura e rimpatriare gli immigrati clandestini e chiudere i confini per far entrare solamente l’immigrazione legale. Queste sono alcune delle proposte con le quali riporteremo lo Stato in quartieri come questi: basta zone franche”.

Daniele Orlandi