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Rapper in prigione per i testi delle sue canzoni, manifestanti chiedono la sua scarcerazione

proteste rapper
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Sono scesi in strada per protestare al grido di ‘l’arte non è un crimine’. Erano in centinaia i manifestanti, radunatisi nella piazza centrale di Madrid per chiedere l’assoluzione di Valtonyc, un rapper finito in prigione per aver insultato, nel testo di una delle sue canzoni, la corona spagnola e aver glorificato il terrorismo. Nella serata di ieri in tantissimi si sono dunque ritrovati nella piazza di Puerta del Sol in supporto di Jose Miguel Arenas, Valtonyc è il suo nome d’arte, la cui pena detentiva, confermata dalla Corte Suprema all’inizio della settimana, è di tre anni e mezzo.

 

Lo slogan “libertà di espressione senza andare in prigione” è stato mostrato sui manifesti e sugli striscioni portati dai presenti, in tutto almeno 500 persone secondo quanto affermato dagli organizzatori. Altri messaggi come “l’espressione della libertà non va negoziata ma difesa” oppure “l’arte non è un crimine”, oltre ad una foto del rapper 24enne con il volto dipinto come se fosse censurato sono stati mostrati dai manifestanti che hanno così richiesto la sua liberazione. Il cantante è colpevole di calunnia contro il re Felipe VI e la sua famiglia nonchè per aver eologiato ‘mezzi violenti usati dalle organizzazioni terroristiche’. Dal canto suo Valtonyc si è difeso in tribunale affermando di essere protetto dalla libertà di espressione e che la musica rap è nota per i testi ‘estremi, provocatori, allegorici e simbolici’.

Daniele Orlandi