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Pamela, la conferma dell’esame tossicologico: nessuna overdose, ammazzata a coltellate

Finalmente si è giunti al termine dell’esame tossicologico dei resti della povera Pamela Mastropietro, la ragazza romana di 18 anni trovata fatta a pezzi in due valigie a Macerata.

Per l’omicidio – alla luce delle ultime notizie si può senz’altro parlare di assassinio – della ragazza sono attualmente in stato di arresto 4 nigeriani, la cui posizione e precisa responsabilità nel delitto devono ancora essere chiarite bene: sono Innocent Oseghale, il primo ad essere arrestato, Lucky Desmond e Awelima Lucky, che sono in carcere, e Anthony Anyanwu che è in stato di libertà.

Gli esami tossicologici sui resti, per i quali gli esperti si erano presi del tempo, hanno rivelato che Pamela ha assunto eroina ma che non è stata l’eroina ad ucciderla. Tracce di morfina erano presenti nel corpo, ma in caso di overdose la circolazione del sangue si ferma e l’eroina rimane vicina al punto dove è stata iniettata: non è questo il caso.

Escluso anche il soffocamento, perché il fatto che la lingua sia stata ‘pinzata’ dai denti della giovane elimina l’ipotesi in questione.
La giovane Pamela è stata ammazzata in modo orribile, a coltellate e con un colpo in testa. È stato quindi eliminato ogni dubbio: non si è trattato di overdose, incidente o cose del genere. La 18enne è stata deliberatamente uccisa. Alla luce di questa conferma – il cui sospetto aleggiava da tempo – la posizione dei 4 nigeriani si aggrava: sono tutti e quattro accusati di concorso in omicidio.

Oseghale sostiene di essere fuggito di casa quando la 18enne ‘è stata male’ dopo che è stata iniettata l’erica.
Awelima sostiene di non aver mai messo piede nell’appartamento. Anyanwu dice di aver sentito Oseghale che gli avrebbe detto che la 18enne era stata male ma poi ‘si era ripresa’.
Desmond nega ogni coinvolgimento.
Insomma la loro posizione è molto critica ma sopratutto non si riesce ancora a venire a capo della ricostruzione dei fatti. C’è solo una certezza: quel giorno qualcuno di loro ha ucciso la 18enne scappata dalla comunità.

Intanto i Ris stanno controllando se le tracce di mani e piedi insanguinati su pavimenti e muri possano essere compatibili con quelli degli indagati, il che li collocherebbe indiscutibilmente sul luogo del delitto. Inoltre si attendo i risultati del confronto fra le tracce di saliva sul corpo e quelle dei 4 indagati, il che potrebbe anche far ipotizzare la violenza sessuale.