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Strage di bambini in Siria? La verità su una foto che sta facendo il giro sul web

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Le recenti dichiarazioni degli Stati Uniti d’America sull’utilizzo di armi chimiche in territorio siriano da parte delle truppe di Assad hanno riacceso i riflettori sul conflitto in Siria. Dopo un periodo di sovraesposizione della guerra nel Paese mediorientale, infatti, la copertura mediatica sul conflitto è notevolmente calata e, come spesso accade in questi casi, anche l’interesse dell’opinione pubblica si è spostato su altri argomenti.

Il 5 marzo, la pagina Facebook ‘Caffeina‘ ha pubblicato due foto in cui si vedono diverse decine di corpi di bambini distesi per terra con un lenzuolo che li ricopre. Le foto lasciano poco spazio all’interpretazione, i bambini sono morti a causa del conflitto e i volontari li hanno raggruppati per dare loro degna sepoltura. Nel post in questione viene anche lanciata una critica nei confronti del disinteresse della società sul destino di questi bambini. Lo scritto vuole essere uno sprone per l’opinione pubblica a dare maggiore importanza alle gravi ingiustizie che ci sono nel mondo, invece di soffermarsi a quello che succede nel proprio quartiere.

Spronati a nostra volta dal post che denuncia una mancanza di adeguata copertura mediatica a riguardo: “Perfino i TG ne parlano solo come quinta o sesta notizia ma in Siria è in corso da mesi una vera strage”, abbiamo fatto un controllo sulle varie testate italiane per comprendere se la strage di cui si parla è inerente ad un nuovo episodio di guerra che ha visto la morte di numerosi civili. Così facendo abbiamo scoperto che l’ultimo attacco sanguinoso risale al 20 febbraio (con tanto di doverosa copertura mediatica) e che in quella occasione sono morti quasi 200 civili tra cui 57 bambini.

In quel momento è stato chiaro che la foto postata da ‘Caffeina’ non era inerente all’ultimo attacco nel Ghouta e che doveva essere stata scelta per creare più sensazione. Da una ricerca collegata alla sola foto, abbiamo scoperto che la stessa immagine è stata pubblicata diverse volte, la prima delle quali il 5 aprile del 2017 (ulteriori approfondimenti potrebbero portare a scoprire che in realtà è ancora precedente). Insomma è bene avere una coscienza sociale ed interessarsi di quanto accade nel mondo, ma è altrettanto importante avere un approccio critico rispetto a quanto accade e verificare che le foto condivise appartengano realmente ad un evento accaduto di recente prima di accusare la stampa di aver celato o dato poca importanza ad una strage.

FS