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Dramma in piscina: 17enne muore mentre si allena. È mistero sul malore

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C’è ancora incredulità e dolore per il destino (crudele) di Mario Riccio, nuotatore adolescente morto durante una sessione di allenamento alla piscina di Caivano. Nessuno infatti è a conoscenza delle cause di quella morte improvvisa: ieri il ragazzo si stava allenando nello stile libero (stile con il quale partecipava alle gare agonistiche) davanti agli occhi orgogliosi dei genitori quando, ad un tratto, un malore lo ha colto ed ha smesso di muovere le braccia. L’allenatore del ragazzo, Tommaso Cerbone, ha subito capito che qualcosa non andava ed ha bloccato tutti per soccorrerlo.

Mario è stato portato fuori dall’acqua e per lungo tempo i medici presenti in piscina hanno cercato di far riprendere il suo battito prima con il massaggio cardiaco e poi con il defibrillatore. I tentativi di soccorso, però, si sono rivelati vani e sono stati costretti a dichiararne il decesso. Sul luogo dell’incidente è giunta la polizia che su richiesta del pm ha sigillato il corpo del giovane nuotatore in attesa dell’autopsia sul corpo che chiarirà una volta per tutte le cause del decesso.

Si sono spente in questo modo le speranze di Mario di seguire le orme del suo idolo Massimiliano Rosolino. Il ragazzo campano ha cominciato a nuotare nella speranza un giorno di diventare un campione ed uno dei giorni più belli della sua giovane vita era stato quello in cui aveva incontrato il suo idolo ed, in compagnia della sorella (anche lei nuotatrice) era riuscito a strappargli una foto.