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Firenze, i senegalesi si autotassano per ripagare le fioriere rotte. “Chi le ha rotte non ama la città”

Un importante gesto di civiltà e di senso civico da parte della comunità senegalese di Firenze, che ha deciso di ripagare di tasca propria – tassandosi – le fioriere che qualche testa calda aveva distrutto nel corso delle proteste per l’omicidio di Idy Diene, un senegalese ammazzato a Firenze a sangue freddo da un uomo che voleva suicidarsi e poi ha sostenuto di ‘aver cambiato idea e aver sparato al primo che incontrava’.

Subito dopo l’omicidio, alcune persone della comunità senegalese fiorentina (che è una comunità pacifica e molto ben integrata nel tessuto cittadino), fomentate anche dai centri sociali che avevano rifiutato ogni tentativo di comunicazione da parte del sindaco Nardella, erano scesi per strada e nelle proteste avevano anche rovesciato alcune delle fioriere che si trovano in centro, distruggendole.

Ma la reazione a questi atti veementi da parte della comunità senegalese non si è fatta attendere. “Ci vergogniamo per ciò che è accaduto. Chi ha commesso quegli atti vandalici non ama questa città e va punito. Il dolore non giustifica la violenza e il nostro è un popolo pacifico” ha sostenuto la associazione senegalesi Firenze e circondario. Centinaia di senegalesi si sono auto-tassati per recuperare i soldi per pagare le fioriere. Molti di loro sono venditori ambulanti, e nonostante abbiano un guadagno di pochi euro al giorno, non si sono tirati indietro rispetto alla proposta di mettere ciascuno qualcosa per ripagare le fioriere.

La denuncia dell’associazione senegalese è dura: hanno sostenuto che molti di quelli che hanno fatto rumore e hanno messo a soqquadro il centro storico ‘venivano da fuori, non erano conosciuti, e sono stati aizzati dai centri sociali’.
“La nostra comunità non può permettere che accadano certe cose, Firenze fa parte della nostra storia e della nostra vita. Quel modo di fare non ci appartiene. Chi ha commesso quegli atti violenti veniva da fuori, noi non li conosciamo. Qualcuno aveva anche bevuto, altri invece erano stati aizzati dai centri sociali che stanno cercando di distruggere la nostra realtà. Noi siamo per il rispetto delle regole ed è bene che le teste calde sappiano che mettere a ferro e fuoco Firenze non farà ritornare Idy in vita. Per questo diciamo a tutti: fermatevi”

R.M.