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Svezia, immigrato iracheno è stato assolto dell’accusa di aver picchiato la moglie? Si tratta di una bufala

Nella giornata di ieri il sito YourNewsWire.com ha rilasciato una notizia falsa che se fosse stata vera avrebbe fatto apparire come nefasta la giornata internazionale della donna, dal punto di vista della tanto agognata affermazione dei diritti della donna e della sua condizione paritaria nei confronti dell’uomo. La bufala sostiene che con una sentenza non poco discutibile la Svezia avrebbe assolto un immigrato iracheno dall’accusa di aver picchiato la moglie. I motivi che avrebbero portato a questo verdetto e di cui fa menzione il sito sono chiaramente falsi e a dir poco sbalorditivi.

La violenza subita dalla donna da parte del marito sarebbe stata consumata all’interno della comunità islamica, e quindi in un ambito in cui si osserva la legge della Shari’a, ispirata ai dettami del Corano ed agli Hadith. Questa sarebbe, secondo il sito, una risposta di comodo e pienamente legale data dai tribunali del Paese scandinavo per evitare di perseguire tutti i migranti che si stanno macchiando di tali atti di violenza, e che sarebbero in numero spaventosamente crescente.

Oltre a questo caso, la falsa notizia ha segnalato l’esistenza di un caso limite che avrebbe coinvolto la Corte Distrettuale di Solna. In quel caso i giudici avrebbero assolto un uomo accusato di violenza domestica dalla moglie. L’uomo avrebbe spinto la donna contro i mobili, le avrebbe tirato i capelli e le avrebbe tirato una scarpa sul volto.

L’islamico sarebbe stato assolto con una sentenza che se fosse stata reale avrebbe avuto dell’incredibile: non solo sulla decisione dei giudici avrebbe pesato la provenienza dell’uomo da una famiglia rispettabile– a differenza della famiglia della moglie- ma il fatto stesso che la moglie si fosse rivolta agli uomini di legge e non alla famiglia  le avesse addirittura tolto credibilità. Come se non fosse un suo diritto quello di essere protetta dalla giustizia.

Per dare ulteriore credibilità è stato citato un giudizio pesantissimo, su queste sentenze, dato da Annie Lööf (leader del partito di centro del Paese): “Giudizio orrendo a Solna. Ragionamento pazzesco e valori che non trovano spazio in uno stato costruito su principi giuridici. Questi valori non hanno posto nel nostro gruppo. Le nostre politiche sono basate su pari diritti e valore di tutte le persone e sull’uguaglianza di fronte alla legge”.

Maria Mento