Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia

Bambino preme pulsante dell’ascensore e una anziana lo schiaffeggia: “Andatevene a casa vostra”

CONDIVIDI

Le scritte sui muri dei bagni dell’università Ca’Foscari di Venezia dimostrano come ancora oggi, nel 2018, il colore della pelle è un motivo d’odio e di distanza. Il fatto diventa ancora più grave se si pensa che in quelle aule ci dovrebbero essere persone che, grazie agli studi ed ai rapporti interpersonali sviluppatisi negli anni, avrebbero dovuto allargare la propria percezione del mondo, aprirsi alla diversità ed invece sono ancora prigionieri di pregiudizi e visioni ristrette di tutto quello che gravita attorno a loro.

Proprio una simile considerazione ha portato Leaticia Ouedraogo (studentessa della Ca’Foscari) a scrivere una lettera aperta, nella speranza che le sue parole giungessero agli occhi di chi ha scritto quelle parole cariche d’odio e che, magari, suscitassero in lui (o loro) una riflessione profonda su quanto quelle scritte nei muri possano essere pericolose. La lettera in questione ha generato una serie di risposte da parte di altri migranti, o studenti stranieri ospiti delle nostre università. Si unisce a loro Dolores Viero, veneziana sposata con un uomo senegalese, che a riguardo scrive: “Sono un po’ preoccupata del clima che si respira, anche se il risultato delle elezioni per me è stata la cartina tornasole che sento da molto tempo a livello sociale. Purtroppo non mi spaventano tanto i partitini di estrema destra, ma il fatto che è sempre più difficile parlare con le persone più disparate perché è molto diffuso un odio irrazionale. Moltissimi ormai ragionano a slogan e gli hater (gli odiatori), soprattutto nei social, sono diffusissimi”.

Ma se si pensa che tali episodi sono relegati ai social o ai media, oppure si fermino a semplici scritte sui muri si sbaglia. A darne testimonianza è la stessa Dolores che continuando la sua testimonianza racconta di quando una donna ha schiaffeggiato suo figlio: “Pochi giorni fa mio marito era con i bambini e ha preso un ascensore. Il piccolo ha schiacciato un bottone a caso e una signora di una certa età gli ha dato uno schiaffo sulla mano. Alassane le ha chiesto cosa stesse facendo e lei come risposta ha detto: ‘Non ne possiamo davvero più di voi immigrati, tornatevene a casa vostra’”. Un episodio che ricorda molto da vicino quanto successo a Roma qualche tempo fa, dove un’anziana ha cominciato ad inveire e colpire con l’ombrello un ragazzo di colore, motivata da un razzismo irrazionale.