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Controllo dell’alimentazione e schiavitù: smantellata setta macrobiotica ad Ancona. Una adepta era arrivata a pesare 35 chili

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psico-setta macrobiotica

Una “psico-setta” ha ridotto in schiavitù diverse persone attraverso il controllo totale della loro alimentazione.

La squadra mobile di Ancona, in collaborazione con quella di Forlì, hanno indagato sull’uomo ritenuto il capo di questa setta, Mario Pianesi, e altre quattro persone che adesso dovranno rispondere di vari capi d’accusa, tra cui: maltrattamenti, lesioni aggravate, evasione fiscale e associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù.

Attraverso l’utilizzo di un rigido controllo dell’alimentazione dei suoi adepti e le “speciali diete” chiamate ‘Diete Ma.Pi‘ (le iniziali di Mario Pianesi), il ‘Maestro‘, come amava definirsi lui stesso, era riuscito nel corso degli anni a circuire un numero ragguardevole di persone, convincendole ad entrare in questa setta attiva nel campo dell’alimentazione macrobiotica.

La macrobiotica è una pratica alimentare, che trae origine da antiche teorie filosofiche cinesi, che si basa sull’equilibrio dualistico tra le forze antagoniste e quelle complementari che governerebbero l’universo. Secondo alcuni, uno stile di vita del genere porterebbe ad una maggiore armonia con il cosmo.

Proprio attraverso questa pratica, Mario Pianesi, di origini albanesi ma da sempre vissuto in Italia, era riuscito a infondere nelle menti dei suoi adepti una fiducia nei suoi confronti tale da assicurarsi la devozione più completa; devozione finalizzata proprio alla riduzione in schiavitù, in quanto gli “adepti” venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro (e la loro vita affettiva) per potersi dedicare completamente alla setta, come ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto. Messaggio salvifico che passava attraverso mantra come: “I farmaci non curano, tolgono semplicemente i sintomi, la medicina uccide, i medici sono degli assassini”.

La setta aveva diverse dislocazioni, soprattutto tra le Marche e l’Emilia Romagna, gestita dal ‘Maestro’ in persona o da qualcuno dei suoi collaboratori, che svolgevano i ruoli di “capizona“, “capocentri” o “segreteria“.

L’indagine, che ha portato alle recenti accuse, era nata a Forlì nel 2013 a seguito della denuncia di una giovane ragazza che aveva compreso la gravità di ciò che avveniva all’interno della setta, dopo essere stata soggiogata anche lei. Secondo quanto riportato da diversi media online, una delle vittime della setta era arrivata a pesare 35 chili dopo essersi sottoposta al ferreo regime alimentare imposto, nonostante la ragazza non avesse particolari problemi di peso.
Mario Barba