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Lavorare per morire, le terribili storie dei pony express

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Con l’aumento esponenziale delle ditte di consegna (Just eat, Rider Deliveroo e Foodora solo per citare i più noti) è aumentato anche l’impiego dei fattorini, di solito si tratta di ragazzi dai 18 ai 30 anni che utilizzano il denaro guadagnato per mantenersi gli studi o avere liquidità per non gravare sulle famiglie. Sebbene la diversificazione dei servizi di consegna cibo abbia portato ad un aumento dell’occupazione a questo non è corrisposto un adeguato salario né tanto meno delle condizioni lavorative che garantiscano l’incolumità dei pony express.

Nella maggior parte dei casi, infatti, i fattorini sono sottopagati, alcuni sono addirittura pagati in nero o a chiamata (il che significa che la loro retribuzione dipende dal numero di consegne effettuate), e non hanno alcuna assicurazione sugli incidenti. A questo bisogna aggiungere il fatto che questi ragazzi devono correre da una parte all’altra della città nel minor tempo possibile, per rispettare ordini di consegna che non tengono conto delle reali tempistiche di copertura delle tratte, e che il loro lavoro non si blocca nemmeno in caso di condizioni atmosferiche avverse; anzi il più delle volte aumenta esponenzialmente proprio quando il meteo si fa pericoloso.

Intervistato da ‘Libero quotidiano‘ un ragazzo di 20 anni (che per ovvie ragioni ha deciso di rimanere anonimo) ha spiegato che durante l’ondata di freddo portata da Burian, il locale per cui lavora a Milano lo ha obbligato a lavorare: “Potevo farmi male, è vero, ma avevo paura di perdere il posto se rinunciavo agli ordini”, ha confessato il ragazzo che poi ha aggiunto: “Ho uno stipendio fisso, guadagno 500 euro al mese, non posso farne a meno: in questo modo mi mantengo gli studi. Altri guadagnano a consegna, e se rifiutano la chiamata non mettono via niente”, evidenziando come la sua situazione salariare sia quasi vantaggiosa rispetto ai colleghi.

Le parole di questo ragazzo se contestualizzate con la cronaca, fanno capire quanto sia rischioso fare un simile lavoro. Gli incidenti che vedono coinvolti i ragazzi delle consegne sono all’ordine del giorno e solo una settimana fa l’ultimo è costato la vita ad un ragazzo di 28 anni, Tommaso Donisi: il giovane si è schiantato con il suo Scarabeo contro una Yaris nel tentativo di consegnare delle pizze nel minor tempo possibile.