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Un rene devastato dalla Coca Cola? Facciamo chiarezza su questa foto virale

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Da qualche giorno gira su Facebook un post pubblicato dalla pagina ‘The History Page‘ in cui viene mostrato l’interno di un rene completamente riempito di calcoli renali grossi quanto sassi. Nella descrizione della foto viene anche spiegato che si tratta del rene di un uomo che per 40 anni ha bevuto Coca Cola ogni giorno, attribuendo i calcoli al consumo della bevanda americana. L’immagine crea sensazione e in poco tempo il post è stato condiviso 11 mila volte e commentato da un migliaio di persone che hanno principalmente taggato qualche amico per offrirgli un monito dei rischi che corre ad abusare della Coca Cola.

La Coca Cola contiene Sodio, Magnesio e Potassio, tutte sostanze che all’interno dei reni si solidificano e che, se assunte in dosi normali, vengono smaltite tranquillamente dall’organismo. Non è escluso, quindi, che un abuso della bevanda possa creare dei calcoli renali, ma la condizione del rene mostrata in foto fa supporre che ci si trovi dinnanzi ad un caso limite. La curiosità ci ha spinto dunque a verificare l’origine dell’immagine nella speranza di trovare una notizia collegata al proprietario dell’organo, ma gli unici risultati attinenti all’immagine sono legati a profili Twitter ed Instagram (personali o tematici) in cui la foto viene presentata come esempio anatomico di calcoli renali.

La foto, dunque, non è collegata ad una notizia sui danni causati dalla bevanda, ma semplicemente allo studio di una possibile malattia. Inoltre, le immagini postate sui social, probabilmente da studenti di medicina, sono di almeno una settimana precedenti al post di ‘The History Page’. Questo fa supporre che gli autori della pagina abbiano trovato l’immagine condivisa e che, allo scopo di ottenere maggiori visualizzazioni, abbiano inserito il legame tra la malattia e la Coca Cola. Potrebbe essere altrimenti che il gestore della pagina sia in possesso di informazioni che altri non possiedono, ma data la modalità di diffusione delle immagini e la mancanza di fonti è più plausibile che si tratti di una bufala.

FS