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Via Fani, imbrattato il monumento di Aldo Moro: sopra la scritta “Brigate Rosse”

Via Fani, imbrattato il monumento di Aldo Moro: sopra la scritta “Brigate Rosse”
“Brigate Rosse”. Scoperta choc sul monumento di Moro

Scoperta choc in mattinata in Via Fani, a Roma: proprio nel luogo dell’attentato dove venne uccisi gli uomini della scorta di Aldo Moro e sequestrato l’esponente della Democrazia Cristiana, luogo dove si trova la lapide a ricordo dello statista e della sua scorta, la lapide è stata imbrattata con vernice.
Sopra c’è scritto “Brigate Rosse”: a qualche giorno dalla commemorazione dell’anniversario di Moro, la scoperta è realmente scioccante.

La scritta B.R., Brigate Rosse, effettuata con la vernice rossa, è stata trovata da una pattuglia della stazione dei carabinieri di Monte Mario. Il monumento era stato inaugurato il 16 marzo scorso.
Solo un mese fa sempre sulla lapide commemorativa di Aldo Moro era stata disegnata una svastica e scritto ‘a morte le guardie’ con la vernice spray.

Le Brigate Rosse: una memoria sepolta o una realtà presente?

Questa scritta obbrobriosa colpisce particolarmente perché quest’anno l’anniversario della morte di Moro e della scorta è stato più turbolento del solito. In particolare diversi ex esponenti delle Brigate Rosse, che oggi sono diventati ospiti di salotti televisivi e perfino scrittori, si sono lasciati andare a dichiarazioni molto controverse dove sminuiscono il ruolo della commemorazione di Moro ad oggi. Ad esempio l’ex brigatista Barbara Balzerani, dirigente della sezione romana delle Brigate Rosse e facente parte del commando che organizzò il rapimento Moro e l’uccisione dei cinque uomini della scorta, ha sostenuto “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”. Le frasi della donna sono state considerate molto ingiuriose, soprattutto se si pensa che sono state pronunciate nel corso di un incontro al Centro Sociale CPA di Firenze Sud per presentare un libro scritto da lei e che verte proprio sulla faccenda Moro.

La figlia di Moro contro i brigatisti: “Che palle il quarantennale lo dico io, non loro” 

Il fatto che il centro sociale abbia organizzato l’incontro proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Moro è stato ritenuto inopportuno da molti politici di centrosinistra e centrodestra. L’ex terrorista, lo specifichiamo, non si è mai ufficialmente pentita e neppure dissociata dalle Brigate Rosse: rimane quantomeno dubbia l’utilità di dare visibilità ad un personaggio che ha partecipato a creare una delle pagine più buie della storia del nostro Paese, posto che non ha mai rinnegato la sua partecipazione alle Brigate Rosse.

Maria Fida, figlia di Aldo Moro, aveva così replicato alle parole dell’ex brigatista: “Che palle il quarantennale lo dico io, non loro. Io posso lamentarmi del quarantennale. Io che non l’ho provocato ma l’ho subito. E ho il titolo per dirlo. Anche solo per la semplice ragione che mi da dolore. Ma la signora Barbara Balzerani non può dirlo perchè lei è tra coloro che l’hanno provocato. E, quindi, si tiene i risultati di quanto messo in atto”.

R.M.