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“Allah è gay”: attivista di estrema destra non potrà più mettere piede nel Regno Unito

Un’attivista canadese di estrema destra non potrà più mettere piede nel Regno Unito. La decisione è stata presa in seguito alla distribuzione di “materiale razzista”, e nello specifico di volantini recanti la scritta “Allah è gay”, compiuto da Lauren Southern nella città inglese di Luton.

“Allah è gay”: la distribuzione di volantini filmata dalle telecamere

Lauren Southern, giovanissima attivista di soli 22 anni, è stata inquadrata dalle telecamere mentre distribuiva i volantini incriminati. In quell’occasione, la polizia locale non l’arrestò ma la redarguì affermando che quello che stava facendo avrebbe potuto portare alla violenza ed al suo arresto per reati riguardanti l’ordine pubblico. La donna è stata indagata nell’ambito del Terrorism Act e gli è stata preclusa la possibilità di calpestare il suolo inglese dallo scorso 13 marzo. Il suo ingresso entro i confini britannici è stato spiegato come “una minaccia per gli interessi fondamentali della società e la politica pubblica del Regno Unito”. Da qui le disposizioni emesse di conseguenza. La Southern si preparava ad incontrare altri esponenti dell’estrema destra, tra cui Brittany Pettibone e Martin Sellner, che avrebbe dovuto tenere un discorso a Speaker’s Corner; anche loro sono stati fermati secondo quanto stabilito dal Terrorism Act. I tre hanno intenzione di citare in giudizio il Regno Unito. La Southern ha anche realizzato un video di protesta che è stato postato su Youtube.

I precedenti razzisti ed omofobi

I fenomeni di razzismo nel Regno Unito non si fermano, purtroppo, a questo episodio. Risale a circa una ventina di giorni fa la notizia dell’arresto dei due leader del partito di estrema destra Britain First. I due, accusati di crimini d’odio (perpetrati contro la comunità musulmana) dovranno scontare 18 e 36 settimane di carcere. La notizia era stata accolta positivamente sia dal sindaco di Londra sia da Theresa May.

Maria Mento