Tentò di rubare una melanzana del valore di 20 cent: assolto in Cassazione dopo ben nove anni di processo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55
Nove anni di processo ed infine assoluzione in Cassazione… per una melanzana

Nove anni di processo per una melanzana

Nove anni di processo e un’assoluzione in Cassazione. Un mega processo per una melanzana. Questa è una storia incredibile ma che è realmente avvenuta a Lecce, dove ci sono voluti ben nove anni ed addirittura un ricorso alla Suprema Corte per poter infine stabilire quello che anche un giudice di primo grado avrebbe potuto facilmente rilevare: al (tentato) furto di una melanzana con un valore di 20 cent si applica la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Fine.

Una storia di distorsione giudiziaria

E invece no. Tutto comincia nel 2009 quando un (attualmente) 49enne di Carmiano, provincia di Lecce, entra in un campo di melanzane con un catino e lasciando l’auto parcheggiata sulla strada.
Pochi dubbi sulle sue intenzioni: voleva rubare qualche bella melanzana senza pagare e senza permesso. Ma nel catino i carabinieri, quando vengono chiamati, trovano solo una melanzana e di circa 20 centesimi di valore.

Tutto a spese dei contribuenti

A quel punto ci si aspetterebbe che il padrone del campo lasciasse perdere, invece no. Decide di denunciare per tentato furto e dopo una lunga inchiesta e ben tre gradi di giudizio (nel corso dei quali, vogliamo ricordare, l’imputato si è avvalso del patrocinio gratuito, quindi tutto a spese dei contribuenti) la Corte di Cassazione ha infine ribadito l’ovvio. Per quanto quello non fosse il primo furto, per quanto c’erano stati precedenti, non era possibile ravvisare offensività e rilievo penale nell’azione del ladruncolo a causa della particolare tenuità del fatto, il che giustifica l’assoluzione.
Si è concluso un processo di tre gradi di giudizio, durato nove anni, pagato in gran parte dai contribuenti (come il patrocinio gratuito del presunto ladro), a causa del tentato furto di una melanzana di 20 centesimi.

R.M.