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L’esercito spara sulla folla: morti e feriti in occasione della Grande Marcia del Ritorno

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L’esercito Israeliano spara sui manifestanti palestinesi durante la Grande Marcia del Ritorno: 12 vittime, 1000 feriti

Gli scontri tra manifestanti ed esercito a Gaza

Oggi si è tenuta a Gaza il ‘Land Day‘, o Grande Marcia del Ritorno, manifestazione in cui i Palestinesi ricordano il momento in cui delle terre arabe in Galilea sono state sottratte dai palestinesi e chiedono di poter tornare ad occupare le terre che erano in loro possesso. Le proteste continueranno fino al 15 maggio, giorno della fondazione di Israele, giorno in cui molti palestinesi hanno perso i campi, le case e la libertà. Sono passate poche ore dall’inizio della manifestazione che vedeva in strada 17 mila persone prima che l’artiglieria israeliana facesse fuoco togliendo la vita a Omar Samour, 27enne pastore reo di aver oltrepassato il cordone di sicurezza istituito dai militari israeliani.

Da quel momento in poi le proteste sono divenute furenti con i palestinesi intenti ad assiepare la recinzione allo scopo di avere maggiori possibilità di colpire i militari con molotov e sassi ed i militari israeliani pronti a rispondere con proiettili veri e di gomma. Il risultato è che il bilancio parziale delle vittime è salito a 12, dei quali il più giovane aveva 16 anni, e il numero provvisorio dei feriti addirittura a mille.

Le dichiarazioni di Israele sull’intervento dell’esercito

Per giustificare l’utilizzo di armi durante una manifestazione che doveva essere pacifica, l’esercito d’Israele ha dichiarato che si trattava in realtà di una sommossa istigata da alcune cellule di Hamas: “Una sommossa in sei luoghi lungo la Striscia di Gaza, bruciando gomme, lanciando sassi alla barriera di sicurezza e verso le truppe israeliane che rispondono con mezzi di dispersione e sparando verso i principali istigatori”. Anche il ministro dell’interno israeliano, Avigdor Liberman, respinge le accuse di brutalità e ricorda come ben prima dell’inizio della manifestazione i palestinesi fossero stati avvertiti di non avvicinarsi alle zone delimitate, quindi avverte nuovamente: “Ogni palestinese che da Gaza si avvicina alla barriera di sicurezza con Israele metterà la propria vita a rischio”.