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Paura nucleare in Italia, la mappa dei depositi segreti di scorie radioattive

mappa depositi radioattivi
mappa depositi radioattivi

Anche se l’Italia ha detto no alla realizzazione di centrali nucleari, il nostro Paese è letteralmente costellato di ‘depositi radioattivi’. Non sono in molti a sapere che, in varie zone del Paese, sono presenti almeno una ventina di siti di stoccaggio di scorie nucleari di varie dimensioni. La più alta concentrazione si trova nel Vercellese e nell’Alessandrino ma vi sono depositi anche nelle grandi città come Milano e nelle aree che circondano la Capitale, Roma.

Materiali radioattivi anche nel cuore di Milano

Ad esempio è presente un vecchio reattore atomico sperimentale ubicato nel cuore di Milano, in una zona densamente popolata in Città studi, ‘nascosto’ tra le case e del quale in pochi conoscono l’antico utilizzo. Spento dal 1979, appare oggi come un’anonima casetta di cemento armato all’interno della quale è custodito, costantamente monitorato, un reattore nucleare di ricerca. Ma non è tutto perchè, sempre nel capoluogo lombardo, è presente anche un deposito di materiali radiattivi a poca distanza dalla trafficata via Mecenate.

Una ventina di depositi in tutta Italia

Ma i depositi sono davvero ovunque, da nord a sud, dalla Sicilia al Piemonte e ciò che preoccupa è il fatto che molti siano microstoccaggi di piccole dimensioni presenti in luoghi come ospedali ed acciaerie: qui vengono lasciati, in attesa del ritiro, tutti i materiali radioattivi prodotti da attività ospedaliere, dai sistemi diagnostici alla medicina nucleare; ma anche da attività industriali come quelle per la realizzazione di rilevatori di fumo o parafulmini o ancora le radiografie industriali.

La mappa dei depositi di scorie nucleari

Insomma scorie nucleari presenti un po’ ovunque, in un Paese che manca di un deposito unico: per questo si è attivato il governo uscente che ha lavorato ad una mappa di una sessantina di luoghi che potrebbero, in virtù di particolari caratteristiche tecniche, rivelarsi adatti ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Si tratta di una carta realizzata diversi anni fa ma ad oggi mai diffusa: la preoccupazione è infatti legata alle reazioni dei cittadini; ma stando a quanto imposto dai trattati internazionali, l’Italia è tenuta a creare un’unica e sicura collocazione per 78mila metri quadri di rifiuti a bassa e media radioattività.

Daniele Orlandi