Bottiglie “esplosive”: le foto shock dei danni causati dall’apertura delle bottiglie di birra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:51

occhio birraIl pericolo di aprire una ‘Corona’

Delle orribili fotografie mostrano le lesioni agli occhi riportate dall’apertura delle bottiglie di birra e al conseguente impatto tra il tappo e l’occhio.
Aprire una bottiglia di ‘Corona’ è stato collegato ad una serie di gravi lesioni oculari.

Secondo un rapporto pubblicato sul ‘Emergency Medicine Australasia Journal‘, 3 persone sono state ricoverate in un ospedale neozelandese per lesioni traumatiche agli occhi, dopo essere state colpite da tappi di bottiglia di Corona.

I casi erano così gravi che ognuno di loro ha dovuto assentarsi dal lavoro e alcuni hanno anche sperimentato la paralisi oculare.

Sono stati tutti trattati con steroidi per alleviarne i sintomi.

Ifema traumatica e midriasi paralitica

“Durante un periodo di tre settimane a Nelson, in Nuova Zelanda, abbiamo osservato tre casi identici di ifema traumatica con midriasi paralitica, tutti con la stessa storia della bottiglia di birra di Corona e del tappo che è schizzato nell’occhio”, hanno dichiarato Cam Loverridge-Easther e Sacha Moore del ‘Nelson Marlborough District Health Board’.

“Un’ifema traumatica è, essenzialmente, un’emorragia nella camera anteriore dell’occhio, un vaso sanguigno si rompe e la camera si riempe di sangue.

Per alcuni pazienti questo particolare trauma ha causato la midriasi paralitica, il che significa che i nervi intorno al loro occhio si sono paralizzati e non hanno potuto più muoverlo.

Questi tipi di lesioni possono anche portare ad una perdita permanente della vista.

I pazienti hanno ammesso di preferire la ‘Corona’ proprio per il piacere di “sentir scoppiettare il tappo” all’apertura.

È probabile che altri casi continuino a verificarsi senza che il design del tappo della bottiglia cambi“, hanno affermato i medici.

Quindi è meglio attenersi al solito modo di aprire la birra per evitare che i tappi delle bottiglie volino negli occhi e causino danni duraturi.

Mario Barba