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Siria, Trump e Putin ai ferri corti: “Russia, preparati, stanno arrivando i missili”

Trump risponde a Putin

Le ultime dichiarazioni di Trump suggeriscono un imminente confronto tra Russia e USA

In seguito all’affacciarsi della prospettiva che gli Stati Uniti scendano in guerra contro Assad in Siria, il Presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato che la Russia era pronta ad abbattere i missili americani lanciati contro l’esercito del presidente siriano. La risposta di Donald Trump alla minaccia di Putin non si è fatta attendere e oggi in un tweet preoccupante ha scritto: “La Russia promette di abbattere ogni missile lanciato in Siria. Preparati, perché loro stanno arrivando, nuovi, carini ed intelligenti. Non dovresti essere amico con degli animali che uccidono con il gas e se ne compiacciono”.

Rapporti tesi tra Russia e Stati Uniti, alle porte una nuova guerra fredda?

Il tweet di Trump è una conferma della ferma intenzione degli USA di scendere in guerra in Siria, solo una settimana dopo che lo stesso presidente americano aveva annunciato di avere intenzione di rimuovere le truppe dal territorio siriano. A preoccupare sono anche le dichiarazioni successive di entrambi i Paesi, Trump infatti spiega che il rapporto con la Russia si è fortemente incrinato: “Il nostro rapporto con la Russia è il peggiore di sempre, incluso il periodo della guerra fredda. Non c’è ragione per la situazione attuale. La Russia ha bisogno di noi per incrementare la propria economia e questo dovrebbe essere semplice da fare, mentre noi abbiamo bisogno che tutte le nazioni cooperino. Fermiamo la corsa alle armi?”.

Ma se il presidente USA accusa la Russia delle attuali tensioni, l’ambasciatore russo in Libano Alexander Zasypkin rimarca la decisione di contrastare l’intromissione USA in Siria: “Se ci sarà un attacco americano, noi riferiremo al presidente Putin ed al capo dello staff che i missili saranno abbattuti” ed aggiunge come ulteriore minaccia: “Ed anche anche i punti d’origine dai quali i missili sono stati lanciati”. Distruggere basi missilistiche o imbarcazioni militari USA equivarrebbe ad una dichiarazione di guerra che aprirebbe le porte ad uno scenario inquietante.