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Raid sulla Siria, come hanno reagito gli altri Stati?

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raid siria La Russia: “Ci saranno conseguenze”

“Ci saranno conseguenze”. Poche parole ma estremamente chiare, quelle rilasciate dalla Russia in seguito ai raid aerei sulla Siria lanciati dalle forze militari congiunte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in risposta a un presunto attacco chimico del regime di Assad alla popolazione civile.

L’ambasciatore di Vladimir Putin negli Stati Uniti ha detto che gli attentati sono stati un insulto per il presidente russo, e che l’azione è da ritenersi non “accettabile”.

Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia hanno lanciato più di 100 attacchi aerei in una “singola azione” contro la Siria quando in Italia erano le prime ore del mattino.

Raid sulla Siria, USA: “Colpiti obiettivi”

Il generale Joseph Dunford ha confermato che tre obiettivi sono stati raggiunti dai bombardamenti: si tratta di una struttura di ricerca scientifica a Damasco, che è presumibilmente legata alla produzione di armi chimiche e biologiche, un deposito di armi chimiche nei pressi di Homs e un altro deposito di armi chimiche, anch’esso vicino a Homs.

La premier britannica Theresa May ha detto che non esiste “un’alternativa praticabile all’uso della forza”.

L’ambasciatore russo Anatoly Antonov ha dichiarato su Twitter: “Uno scenario pre-progettato è in corso di attuazione. Abbiamo già avvertito che tali azioni non saranno lasciate senza conseguenze”.

Ma Trump è stato categorico: “Nessuna nazione può avere successo promuovendo stati canaglia e dittatori”. Gli USA hanno già annunciato che ci saranno altri attacchi.

Il segretario alla Difesa americano, James Mattis, ha poi affermato che gli Stati Uniti non hanno riportato alcuna perdita durante i primi attacchi aerei in Siria.