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Mussolini, l’arresto: ecco tutti i retroscena sulla sua cattura

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La cattura di Benito Mussolini

Cattura di Benito Mussolini

Sul finire della Seconda Guerra Mondiale Benito Mussolini viene costretto alla fuga dall’avanzata delle truppe anglo americane e da quella dei partigiani. Il contingente nazi-fascista è stretto in una morsa e la sconfitta è ormai questione di tempo, così l’ex duce e leader dei fascisti decide di fuggire dall’Italia insieme alla sua amante Claretta Petacci. Il suo tentativo di sfuggire alla certa condanna a morte è però vanificato da un contingente di partigiani che lo riconosce, arresta e fucila in pubblica piazza.

I dettagli della cattura in base al diario del geometra Mottarella Vincenzo

Tra il 26 ed il 27 aprile il geometra Mottarella si trova nei pressi di Musso, luogo in cui viene fermato dai partigiani un contingente di nazisti, nel quale si trovava camuffato da soldato tedesco Benito Mussolini. Ecco come descrive gli eventi il geometra: “Ore 8 – Sono in piazza. Apprendiamo che una colonna tedesca ferma a Musso chiede di passare e proseguire nel suo viaggio. Si inizia il movimento di organizzazione per impedire questo passaggio”.

Passa un’ora dall’avvistamento al momento in cui uno dei comandanti tedeschi si arrende agli avversari e chiede di conferire con chi comanda. Il convoglio viene fatto passare e la macchina del comandante tedesco viene portata a Dongo. Prima di procedere si effettua una perquisizione dei mezzi che formano la colonna: “Mi si richiama per effettuare la distruzione del Ponte. Parto di corsa. Prima però di iniziare i lavori un altro comando ordina di lasciare il passaggio alla colonna tedesca che nel frattempo si è mossa. Si inizia una sommaria perquisizione delle macchine costituenti la colonna. Io protesto perché vedo che la perquisizione è molto sommaria”, scrive Mottarella.

Il geometra, insieme ad un altro partigiano ricontrolla le vetture e trova subito degli italiani, poi giunto al terzo camion effettua la scoperta: “Al terzo camion perquisito metto le mani su un soldato tedesco che fa finta di dormire. Invitato a presentare i documenti i suoi colleghi dicono che è ubriaco”, Mottarella insiste e lo fa alzare: “Ubbidisce. Appena sceso viene riconosciuto, presente il Dott. Rubini, per Mussolini”. Il resto è noto, Mussolini viene processato e giustiziato in pubblica piazza.