Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Aveva decapitato una giornalista, la sentenza di condanna rappresenta un precedente

Aveva decapitato una giornalista, la sentenza di condanna rappresenta un precedente

Condannato all’ergastolo Madsen, è accusato di aver decapitato Kim Wall

Condanna esemplare per Peter Madsen

Il processo ai danni di Peter Madsen, geniale inventore danese accusato di aver ucciso e smembrato il corpo della giornalista Kim Wall, si è concluso con una condanna esemplare: l’ergastolo. Per il nostro sistema giudiziario una punizione del genere per un crimine così efferato è la normalità, ma solitamente in Danimarca gli omicidi intenzionali vengono puniti con un massimo di 12 anni di carcere. A pesare sulla condanna c’è sicuramente la premeditazione (nel computer di Madsen sono stati trovati video di decapitazione) e l’efferatezza dell’omicidio: il corpo della giornalista svedese è stato fatto a pezzi dopo che il suo aggressore le aveva inferto 15 coltellate all’addome.

Le indagini sulla scomparsa ed il ritrovamento della testa

Kim Wall aveva appena 30 anni ed era una giornalista apprezzata in tutta Europa tanto da meritarsi spazio all’interno di testate importanti come il ‘The Guardian‘. In molti erano a conoscenza del fatto che la giovane reporter sarebbe andata ad intervistare l’ingegnere danese e la sua scomparsa subito dopo l’intervista avvenuta a bordo del sottomarino da lui stesso costruito era già un indizio pesante sul coinvolgimento di Madsen nella sua scomparsa.

I sospetti si sono infittiti quando nel mare del Nord, sopra la Danimarca, sono state trovate le prime parti di un corpo femminile. Il timore è che potessero appartenere alla povera Kim e la conferma è stata data dal ritrovamento della testa. La polizia Danese ha quindi intensificato le indagini a carico dell’inventore, il quale continua a negare qualsiasi coinvolgimento, ed ha trovato tra le sue ricerche con Iphone “Come decapitare una donna” e nell’hard disk del suo computer un centinaio di Snuff Movie, video contenenti torture ed uccisioni. Queste prove, per il giudice, sono sufficienti a dimostrare le intenzioni di Madsen, restano invece oscure le motivazioni che l’hanno condotto ad un simile gesto.

FS