Salvini riapre (a tempo) a Di Maio, finalmente c’è un’intesa?

Salvini-Di Maio, finalmente un’intesa?

Salvini e Di Maio

In attesa dell’ultimo giro di consultazioni previsto per il prossimo lunedì 7 maggio, i protagonisti politici tornano ad esprimersi sulla possibilità di formare un governo transitorio, possibilità ventilata dal Quirinale, ma che non sembra essere di gradimento né per Salvini né per Di Maio. Nessuno spazio, dunque, alla possibilità di un governo tecnico che serva a far rispettare gli impegni dell’Italia da qui al prossimo anno, in attesa dell’elaborazione di una legge elettorale che possa evitare un’altra situazione di stallo. Proprio per evitare un simile scenario il leader del carroccio ha riaperto la porta al corrispettivo del Movimento, che sia la volta buona per trovare un accordo?

Le ultime dichiarazioni di Di Maio e Salvini

Interrogato sulla possibilità di un governo tecnico o di tregua, Di Maio non ha usato mezzi termini parlando di traditori del popolo: “Se il governo di tregua nasce è perché Salvini si è alleato con il Pd” dice chiudendo la porta in faccia alla Lega, quindi aggiunge: “Non esiste tregua per i traditori del popolo, questo deve essere chiaro. Ma non per il presidente della Repubblica che è stato fin troppo paziente. Avevano l’opportunità”. Per Di Maio, quindi, l’unica soluzione sarebbe una nuova tornata elettorale per rispettare il volere degli italiani: “Se metteranno il presidente Mattarella in condizione d’individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati i traditori del popolo. Il disegno che noi avevamo visto, con tutti dentro contro di noi, si sta realizzando”.

Più conciliante il leader leghista che oggi pomeriggio ha invitato i pentastellati a riconsiderare la formazione di un governo temporaneo in vista delle prossime elezioni: “Se di governo tecnico, di scopo o istituzionale, l’incarico va dato partendo da chi ha vinto le elezioni, escludo qualsiasi tecnico alla Monti. E ribadisco l’invito a M5S come fare insieme un governo a tempo per fare poche cose e bene”. Stando alle parole di Di Maio sarebbe troppo tardi per una simile intesa, chissà che Mattarella non riesca a fargli cambiare idea.