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“La ricchezza la creano i lavoratori”: Viola Garofalo a ‘Quinta Colonna’ strappa applausi

Un’altra caratteristica fondamentale di Quinta Colonna (e di Dalla vostra parte, ovviamente) è anche la simulazione di pluralismo. In ogni puntata, specialmente quando si dibatte dei “temi caldi,” viene sempre invitata qualche voce “contraria” alla linea. Se si parla di Islam, ci sarà un imprecisato rappresentante di qualche comunità islamica; se si parla di sicurezza, ci sarà qualche politico o opinionista di “sinistra.”

Ma l’obiettivo, naturalmente, non è quello di sentire un esperto o l’altra campana: è l‘utilizzare quella persona come un sacco da boxe, su cui scaricare tutta la tensione in una sorta di sacrificio rituale catodico.

Ha scritto così Leonardo Bianchi in un articolo pubblicato la scorsa settimana su ‘Vice’.

L’articolo, intitolato ‘Belpietro e Del Debbio: ricordando le trasmissioni più populiste della tv’ (e che potete leggere per intero qui), rappresenta un requiem della tv gridata che consentito ai populismi di diventare forze politiche di maggioranza (anche se, abbiamo visto, incapaci di mettersi d’accordo fra loro) e di marginalizzare le due forze politiche che hanno dominato la Seconda Repubblica (con sommo disappunto di Berlusconi, che delle tv citate è padrone e che ha subito sulla propria pelle questa contrazione di voti, decidendo così di chiudere i succitati programmi).

Ma prima del congedo finale, abbiamo potuto assistere ad una nuova puntata di ‘Quinta Colonna’, con Viola Garofalo invitata a mo’ di sacco da boxe.

Stavolta, però, il classico plot che vorrebbe l’invitata di minoranza essere messa sotto dagli altri ospiti ha visto un sostanzialmente ribaltamento: prima ad un Cecchi Paone sopra le righe, quindi alla Santanché e a Marco Predolin (Marco Predolin!), la portavoce di Potere al Popolo ha dato una lezione di educazione e di elementare economia, spiegando come la ricchezza viene creata dai lavoratori che – troppo spesso – del loro lavoro diventano vittime.

La Garofalo è riuscita a strappare anche applausi alla platea (una platea che – supponiamo – ha votato da ben altra parte) ed il video è divenuto virale in rete, con migliaia di condivisioni.

Tra i commenti, c’è chi fa notare che il discorso è più complesso (“Bisognava spostare il discorso sui grandi imprenditori, le multinazionali eccetera. I piccoli imprenditori sono soffocati da burocrazia e tasse. Giusto difendere i più deboli ma bisogna attaccare il sistema marcio, partendo dalla burocrazia. Gli studi di settore, per esempio, impone agli imprenditori di mentire sul guadagno annuale. Siamo terrorizzati dai controlli e non perché evasori, ma in quanto qualcosa trovano sempre, date le leggi mafiose complicate da interpretare”) ma in assoluto i feedback sono più che positivi.

Di seguito, il video tratto dal programma di Rete quattro: