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Morso da una falsa vedova nera, uomo costretto a farsi amputare una gamba

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Un solo morso ha radicalmente cambiato la sua vita. E’ terribile quanto accaduto ad un uomo, padre di due figli, che ha perso una gamba, amputata a causa delle gravi complicazioni conseguenti al morso di un ragno. L’aracnide in questione è noto come ‘falsa vedova nera’ o Steatoda nobilis: viene infatti sovente scambiato per una vedova nera ed effettivamente può essere considerato un suo parente poichè appartenente alla medesima famiglia, Theridiidae. Il suo veleno solitamente non ha gravi conseguenze sull’uomo anche se questo dipende dalla quantità di veleno che viene iniettato: inoltre provoca un forte gonfiore accompagnato da un intenso dolore nella zona del morso che può andare rapidamente ad irradiarsi in tutto il corpo. Il doolore ed il gonfiore scompaiono nel giro di uno o due giorni ma al 46enne Andy Perry, ex paesaggista, le cose sono andate diversamente, tanto che è considereato la prima persona in Gran Bretagna a perdere una gamba in seguito al morso di un ragno.

Prima il dolore, poi il linfedema sulla gamba

Il dolore è infatti divenuto talmente forte che l’uomo ha dovuto essere ricoverato in ospedale dove i medici hanno diagnosticato sepsi ed insufficienza renale. Andy è rimasto per una settimana ricoverato al Leicester Royal Infirmary. Nelle settimane successive il dolore è lentamente diminuti, ma è comparso un linfedema che ha gonfiato l’arto in maniera spropositata. Dopo diversi appuntamenti con una serie di specialisti l’uomo ha preso la decisione più difficile, farsi amputare la gamba sopra il ginocchio destro. Da allora, l’intervento è stato effettuato nel mese di marzo, deve utilizzare una sedia a rotelle e non è più in grado di lavorare o giocare con i suoi figli, oltre ad aver bisogno di cure quotidiane. Sono stati i medici a notare i due segni di puntura sulla caviglia di Andy, ritenendo che fossero stati provocati da un ragno, quasi certamente una falsa vedova nera.

Il racconto dell’uomo morso dal ragno

L’uomo ha anche raccontato di aver incontrato non poche difficoltà nel trovare un medico disposto ad operarlo poichè la presenza del linfedema indicava un’infezione viva e i chirurghi non volevano dunque intervenire. “Ho dovuto minacciarli che mi sarei amputato la gamba da solo con una motosega se non fossero intervenuti perchè ormai ero disperato – ha raccontato l’uomo – dopo l’amputazione purtroppo si è presentata una seconda infezione e a fine aprile sono dovuto tornare in chirurgia. Spero di completare la riabilitazione, ottenere una protesi e tornare al lavoro entro la fine dell’anno o l’inizio del successivo”. Nel frattempo la famiglia ha dovuto cavarsela con il solo stipendio della moglie.

Daniele Orlandi