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Mare Aperto: portaerei Cavour dirige 8 nazioni nel Mediterraneo

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Il ponte di volo della portaerei Cavour durante il disormeggio

Ha avuto inizio il 7 maggio l’operazione Mare Aperto 2018, evento addestrativo complesso che coinvolgerà per due settimane nel Mediterraneo centrale i più sofisticati assetti aeronavali e anfibi della Marina Militare e Interforze, sui quali ha assunto il comando la portaerei Cavour, ammiraglia della flotta militare italiana e piattaforma ospedaliera anfibia, con il suo equipaggio fisso di oltre 500 persone. La missione porta la bandiera italiana, dato che l’Italia ne ha avuto l’iniziativa. Parteciperanno altre 7 nazioni europee, delle quali non si conoscono in anticipo i mezzi e i tempi di intervento: l’effetto sorpresa deve restare garantito, e i continui monitoraggi attraverso le carte nautiche, i radar e altri strumenti permetteranno di testare l’efficacia della tecnologia utilizzata e il grado di preparazione mantenuto.

Gli interni della plancia di comando durante una delle fasi preliminari agli appontaggi di aerei Av8b

Dalla portaerei Cavour abbiamo assistito nell’uggioso lunedì di ieri al disormeggio dal porto di Civitavecchia e alla prima giornata di esercitazioni di contrasto agli attacchi aerei, subacquei e di superficie. Le simulazioni sul campo sono fondamentali per mantenere lo stato di preparazione dei vari corpi delle Forze Armate, che in caso di emergenze improvvise sono pronte a replicare in ogni momento le operazioni che già quotidianamente affrontano nella maniera più realistica possibile. Due settimane di attacchi complessi e situazioni politiche simulate, dunque, per 8 nazioni europee con 40 unità navali e oltre 5000 uomini e donne attivate.

Le nazioni che monitoreranno la missione senza prendervi parte

Saranno 16 gli osservatori stranieri che monitoreranno la missione: Egitto, Libia, Tunisia, Libano, Qatar, Israele, Algeria, Kazakistan, Norvegia, Montenegro, Albania, Brasile, Cile, Uae, Croazia, Ucraina. Dal punto di vista della preparazione militare l’Italia si sta particolarmente distinguendo in Europa, considerando che dal prossimo ottobre il coordinamento dei contingenti europei sarà affidato a un Generale italiano, il capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano, e che il prossimo comandante della Nato Responce Force potrebbe essere l’Ammiraglio Aurelio De Carolis, attuale comandante di Nave Etna. “Questo, però, non è ancora sicuro – specifica l’Ammiraglio Marzano – in questo momento il Comandante De Carolis è sotto certificazione, diciamo che ha un compito in classe”.

L’Ammiraglio Donato Marzano, Comandante in capo della squadra navale della Marina

L’intera missione sarà diretta dall’Ammiraglio Donato Marzano, Comandante in Capo dell’intera squadra navale della Marina. Gli chiediamo se resterà per tutto il tempo sulla Cavour, comandata dal Capitano di Vascello Andrea Ventura, o se ha in mente di spostarsi anche sul resto della sua flotta. “Mi trovo sulla Cavour per le prime fasi della missione, ma è tutto a sorpresa. Ho le altre paperelle nel Mediterraneo – confida a bassa voce, divertito -, e potrei fare qualche visita. Chissà”. Subito dopo torna estremamente serio: “Stiamo mettendo in campo tutto il nostro potenziale. Possiamo disporre di mezzi tecnologici all’avanguardia e in continua evoluzione, le nostre risorse in continuo aggiornamento sono quanto di meglio esista oggi per addestramento e capacità di intervento”. Durante le prime ore a bordo l’Ammiraglio Marzano si è collegato con il comandante di Nave Alpino, Capitano Davide Da Pozzo, dal quale ha richiesto aggiornamenti sulle ricerche dei due velisti dispersi in mare in queste ore. La Alpino è una fregata militare che si trova nell’Atlantico per una missione a cui si stava recando, lungo le coste degli Stati Uniti, e la sua rotta è stata deviata verso le coste del Portogallo, che si è detto pronto a collaborare con una sua nave, nella speranza di riuscire a trovare e soccorrere i due dispersi.

Una fase ricognitiva

La simulazione di guerra di Mare Aperto 2018 prevede la trasformazione di Sicilia e Sardegna in nazioni nemiche da cui saranno gestite operazioni di attacco e difesa da e verso l’Italia. Gli attacchi subacquei, come apprendiamo in nave, danno il problema piuttosto serio del contraccolpo, che in caso di esplosione rende alternativamente più alta la pressione di aria e acqua per tre volte, comprimendo e decomprimendo l’onda creata, che dunque può dare luogo a sconquassi abbastanza pericolosi anche in caso di passaggio di siluri a una certa distanza dallo scafo.

Le forze impiegate

L’attacco aereo invece crea problemi legati non tanto al colpo di un missile, quanto all’incendio successivo, che deve essere di continuo simulato. Poco dopo il disormeggio di Nave Cavour, infatti, è avvenuto un attacco con conseguente incendio: una minaccia aerea scoperta dai radar era rappresentata da un velivolo che ha lanciato un missile di cui alcuni spezzoni incendiari hanno colpito la nave, con le conseguenti operazioni di contrasto. Una squadra equipaggiata si è recata sul posto, ha domato le fiamme e i danni sono stati riparati con tempistiche di emergenza.

Un Av8b II plus della Marina Militare durante una fase preparatoria al volo

La Missione Mare Aperto 2018 vedrà coinvolto il cacciatorpediniere Carlo Duilio e le fregate di ultima generazione, cui si uniranno vari mezzi aerei, tutti a decollo breve e atterraggio verticale – esigenza indispensabile in caso di atterraggio (o, per meglio dire, appontaggio) sul ponte di una portaeromobili, che nel caso della Cavour ha una pista (o, per usare il linguaggio della Marina, un ponte di volo) di 234 metri, ossia 10 in meno rispetto all’intera lunghezza della nave. Gli aerei AV8B II plus della Marina Militare hanno possibilità di decollo e atterraggio che li rendono abbastanza spettacolari. Tecnicamente fanno parte della categoria Vstol (vertical short take-off landing, ossia decollo breve e atterraggio verticale).

Una delle aree di degenza dell’ospedale di bordo

L’ammiraglia della Marina Militare italiana è anche una piattaforma ospedaliera anfibia adatta al soccorso e al ricovero in porto e in mare: sono diventati piuttosto noti in tempi recenti i casi di bambini curati a bordo da gravi patologie, e appena si raggiungerà il porto di Catania (il prossimo venerdì 11 maggio, e fino al 13) avrà inizio per la diciassettesima volta la weekend clinic, programma ospedaliero in cui il fine settimana verrà dedicato a bordo all’intervento su sei pazienti di età compresa tra 1 e 15 anni, affetti da labioschisi, palatoschisi ed esiti di labiopalatoschisi. La missione Mare Aperto si svolge dunque su due strati: avrà un aspetto ospedaliero di intervento e cura di patologie, oltre a quello simulato negli attacchi militari a scopo esercitativo.

Uno degli schermi di monitoraggio che mostrano la situazione dei singoli pazienti a bordo della Cavour