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Pestato a sangue da un branco di dieci stranieri senza biglietto. “Noi profughi, non puoi fare niente” 

Pestato a sangue da un branco di dieci stranieri senza biglietto. “Noi profughi, non puoi fare
La scena dell’aggressione sul treno

“Noi profughi, non puoi fare niente” 

“Mi hanno urlato in faccia: siamo profughi, non puoi farci niente. Erano in tanti, mi hanno accerchiato, preso a pugni. Sono caduto a terra, sentivo i loro calci. Poi ho perso i sensi”, Questo è il racconto di Mauro Guilizzoni, 41 anni, assistente capo della squadra volante della questura a Lecco. L’uomo è ancora scioccato: si trova in ospedale, dove è rimasto ricoverato per una notte, per aver soccorso il capotreno che aveva richiesto il biglietto ad un nigeriano che era senza. Di conseguenza è stato aggredito da un branco di dieci nigeriani, nessuno dei quali aveva con sè il biglietto.

Il racconto dei fatti 

Domenica pomeriggio, sulla tratta Milano Tirano, all’altezza di Arcore, si trovava anche il poliziotto che stava andando a Lecco per il turno serale.
Il capotreno voleva identificare alcuni passeggeri nigeriani senza biglietto e far loro pagare il titolo di viaggio.
Il branco di nigeriani ha aggredito il capotreno e hanno cercato di sottrargli anche il borsello; a quel punto il poliziotto, vedendo la scena, è intervenuto a difesa del capotreno ed è stato picchiato con calci e pugni, dieci contro uno.

“Il controllore mi ha avvertito di quanto stava accadendo: un passeggero extracomunitario, trovato senza biglietto, aveva dato in escandescenze, non voleva scendere dal treno, si era messo a infastidire altre persone sulla stessa carrozza, minacciava ritorsioni di ogni genere” racconta il poliziotto. Quando ha visto il gruppetto che aggrediva il controllore, è intervenuto.
E’ stato ridotto male, ha riportato tante lesioni, ed è stato dimesso lunedì mattina. Il branco è sceso dal treno, ma due di loro, due nigeriani incensurati di 24 e 25 anni, grazie alla descrizione fatta dal poliziotto sono stati fermati e arrestati. Sono accusati di lesioni, ingiurie tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale: ora bisogna identificare anche il resto del branco, probabilmente andato a Lecco.

Le proteste 

“La verità è che una volta che queste persone salgono sul treno senza biglietto diventano ingestibili.” dice Mario Scinetti, segretario del Siulp di Lecco e agente della Polfer.
Non nego la preoccupazione per quanto accaduto. Al fine di evitare che si formino delle bande, devono essere potenziati i controlli, soprattutto nei centri di accoglienza, dove i migranti si ritrovano e si aggregano” commenta Antonio Chiappani.
Meno male che il collega se l’è cavata con una prognosi inferiore a quanto non facessero pensare le sue condizioni iniziali considerando che è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di stranieri inferociti” hanno commentato i poliziotti di Lecce, colleghi dell’uomo aggredito.