Omicidio Aldo Moro, 40 anni dopo la rabbia della figlia

maria fidoLa rabbia della figlia di Aldo Moro

In occasione del 40esimo anniversario della morte di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio del 1979, la figlia, Maria Fido Moro, ha annunciato che denuncerà lo Stato Italiano al ‘Tribunale Internazione dei Diritti dell’Uomo dell’Aja’.

Durante il programma ‘Matrix‘, la donna aveva mosso accuse piuttosto pesanti alla politica attuale e quella di quel periodo.

Non solo non hanno voluto salvare mio padre ma, quattordici anni fa, si sono anche permessi di fare una legge in favore delle vittime del terrorismo e di applicarla per tutti tranne che per lui”

Ho intenzione di fare causa alle istituzioni dello Stato quantomeno per complicità, favoreggiamento e omissione. E se non basta voglio andare alla Corte dell’Aia, visto che il terrorismo è equiparato a una guerra, perché mio padre è vittima di un crimine di guerra“.

Se dovesse succedere qualcosa a mio figlio o a me, di qualunque genere, in cinque diversi continenti saranno pubblicati documenti che con cura ho raccolto per quarant’anni“, conclude così il suo sfogo Maria Fido.

L’appello al popolo italiano

Come richiesto da Maria Fido, sul sito ‘www.salviamoaldomoro.it’ è stato pubblicato un appello affinché sia applicata la legge in favore delle vittime sul terrorismo anche per la morte di Aldo Moro.

Vorremmo che firmaste questo appello-petizione con il quale si chiede al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati la totale applicazione della Legge n. 206 del 3 agosto 2004 in favore delle vittime del terrorismo e dei loro familiari e quindi anche di Aldo Moro e della sua famiglia. È talmente ingiusto che l’unica vittima in favore della quale non viene applicata sia la stessa la cui data di morte, 9 maggio 1978, sia stata scelta, con una legge apposita, come simbolica per la giornata della memoria che, collettivamente, ricorda tutte le vittime. E’ ora che il Popolo ricordi al Parlamento il senso della sovranità popolare prevista dalla Costituzione”.

Mario Barba